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Convegno Annuale di SeSaMO 2006 "Spazio
privato, spazio pubblico e società civile
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Spazio privato, spazio pubblico e scrittura letteraria:
passaggi mediati dallio individuale al collettivo sociale
Coordinatrice: Rosella Dorigo, rdorigo@unive.it
A mio parere, allinterno di una società definita (nel
nostro caso Medio Oriente e Africa del Nord), lazione individuale
e quella collettiva potrebbero essere analizzate anche secondo unottica
di interscambio di natura socio-letteraria, mediante lo studio delle
modalità di trasformazione che il "fatto letterario"
può generare, dalla sua genesi alla sua stesura finale.
In particolare, mi sembrerebbe interessante concentrare lattenzione
sul momento in cui lo spazio intimo privato di un autore diventa pubblico
attraverso la scrittura di un suo testo letterario. Ossia, mettere in
luce il ruolo della letteratura (nel mio caso araba) nel processo di
"esternizzazione" del privato individuale, con la trasformazione
dello spazio privato in evento pubblico, nella società collettiva
nella quale il testo letterario nasce e con la quale lindividuo/autore
condivide le proprie esperienze reali. Si tratterebbe, in altre parole,
di cogliere qualcuno dei molteplici aspetti che può assumere
la trasformazione del sentimento o del pensiero astratti di un singolo
individuo nel momento in cui egli decida di darne forma concreta e tangibile
attraverso la scrittura letteraria.
Possibili settori di analisi potrebbero essere lo spazio privato divenuto
pubblico nella letteratura femminile; oppure la trasformazione letteraria
dei ricordi, nella letteratura autobiografica; oppure ancora la re-interpretazione
di luoghi e ambienti pubblici a seconda della sensibilità individuale
di un autore; oppure, - perché no? - anche lazione di divulgazione,
e quindi di collocazione nello spazio pubblico, compiuta da storici
o biografi nei confronti di epoche o persone prima relegati a
uno spazio privato. Più specifico e altrettanto stimolante potrebbe
essere il tema delle città fantastiche, ovvero dello spazio urbano
immaginato come area utopica, sia nel periodo moderno che in quello
post-moderno. Oppure ancora, più in generale, la moltitudine
dei modi con cui le città hanno catturato nel tempo limmaginazione
letteraria.
Società civili in formazione nel Mediterraneo ovvero dove
pubblico e privato
sono definizioni insufficienti
Coordinatrice: Emanuela Trevisan Semi, tresemi@unive.it
Gli anni Ottanta hanno visto una grande fioritura di
studi sulla societá civile, come soggetto politico, come un momento
formativo dellassociazionismo dal basso, come reazione
alle riforme neo-liberiste inaugurate in quel decennio e/o come spazio
negoziale del rapporto tra cittadino e Stato. In un momento successivo,
la società civile è stata anche studiata come elemento
in posizione intermedia tra sfera pubblica e spazio privato (Putnam,
1993; Salamon & Anaheier, 1998). Nel dibattito degli anni Novanta,
è infatti spesso apparsa lidea che il rapporto tra Stato
e societá civile non sia solo di natura binaria (Ben Eliezer,
1998) due sfere statiche ed impermeabili luna allaltra
ma piuttosto di relazione reciproca due entità
che si influenzano e si plasmano a vicenda. E infatti a partire
da questo periodo che, con particolare riferimento allambito mediterraneo,
sono entrati nellanalisi della società civile anche una
serie di fattori culturali e sociali per esempio linfluenza
delle diaspore, le dinamiche inter-religiose, i flussi migratori. Questi
elementi sono stati visti come centrali per contribuire a spiegare 1)
la sempre maggiore complessità e sofisticazione delle società
civili contemporanee; 2) la dimensione trans-nazionale di alcune di
esse; 3) la sempre più diffusa attenzione degli attori della
società civile ai processi di decision making nazionali ed internazionali,
come, per fare un solo esempio, nel caso delle politiche ambientali.
La distinzione tra sfera pubblica e sfera privata è spesso considerata
utile per comprendere e valutare limpatto delle policies sulla
società ed alcune modalità della prassi politica; nel
caso delle società civili mediterranee non è tuttavia
sempre facile individuare dove cada la linea di demarcazione tra queste
due sfere, così come risulta a volte difficile trovare una definizione
di società civile che risulti valida per le diverse storie che
nel Mediterraneo si sono intrecciate, anche solo nel corso del Novecento.
Cercando di evitare la trappola delle definizioni e della ricerca di
un modello universalmente valido, questo panel invita allanalisi
dei percorsi formativi di alcune società civili mediterranee
nel Novecento, nel loro ambiguo e difficile relazionarsi con la dimensione
pubblica (Stato, istituzioni, cittadinanza, amministrazione, esercito,
politiche pubbliche, mass media, nazionalismo, memoria collettiva, state-building
ecc.) e con quella privata (famiglia, genere, memoria individuale, collocazione
identitaria, prassi religiosa ecc.). Tra il pubblico ed il privato oscillano
inoltre tutta una serie di altri fenomeni che vorremmo discutere nel
corso di questa analisi, tra cui il welfare, le politiche demografiche
e la loro ricezione da parte della popolazione, leducazione, i
movimenti collettivistici, la rielaborazione personale e nazionale di
traumi bellici o di genocidi, lutilizzo sociale e politico dellidentità
sessuale e via dicendo, tutti fattori che hanno contribuito in
modi e tempi diversi per esempio alla costruzione delle società
civili israeliana, palestinese, giordana, marocchina e tunisina.
Lautobiografia nella letteratura araba del 900 tra spazio
pubblico e privato
Coordinatrici: Isabella Camera DAfflitto, isabellacamera@tiscali.it,
e Monica Ruocco, monica.ruocco@sesia.unile.it
La presenza italiana in Medio Oriente nel secondo dopoguerra: aspetti
politici, economici e culturali
Coordinatore: Lorenzo Medici, lmedici@hyperion.sp.unipg.it
Il panel si propone di esaminare diversi aspetti della
politica italiana in Medio Oriente, con lo sguardo rivolto principalmente
al dialogo tra i popoli e le culture, a cui il nostro Paese ha sempre
prestato grande attenzione nel secondo dopoguerra.
Da un lato, si cercherà di ricostruire il ruolo di Paese mediatore,
in cerca di un equilibrio tra le diverse istanze degli attori della
Regione, svolto dallItalia soprattutto negli anni Cinquanta e
Sessanta; dallaltro, si cercherà di analizzare i rapporti
economici e commerciali tra lItalia e alcuni Paesi dellarea
mediorientale e mediterranea, facendo riferimento soprattutto al caso
specifico della Libia di Gheddafi che, dopo lespulsione della
comunità italiana ivi presente, diventerà uno dei principali
partner economici e finanziari dellItalia nellintero bacino
del Mediterraneo.
Infine, si prenderà in esame la diplomazia culturale, che ha
visto lItalia svolgere un ruolo da protagonista negli Istituti
specializzati delle Nazioni Unite e in seno alla stessa Assemblea Generale
dellONU soprattutto negli anni Sessanta e Settanta.
Leredità dellImpero ottomano: questioni nazionali,
politiche e sociali nel Novecento
Coordinatore: Massimo Bucarelli, m.bucarelli@fastwebnet.it
Il panel si propone di analizzare diversi aspetti delle eredità dellImpero Ottomano nel Novecento, in Medio Oriente e nellEuropa Orientale.
La tavola, la musica, le feste: spazi privati di socialità
Coordinatrici: Mirella Cassarino, mirella.cassarino@libero.it e Daniela Melfa, melfa@libero.it
Il panel si propone di esaminare alcuni aspetti, come la tavola, la musica, le feste, che, riconducibili alla sfera privata dunque personale, hanno anche un risvolto pubblico in quanto si configurano come momenti di condivisione, e talvolta di ritualità sociale.
Questa dimensione comunitaria o collettiva emerge sotto diversi profili.
Anzitutto, il ritrovarsi a tavola, i banchetti non manifestano soltanto il linguaggio della corporalità e degli istinti - come pure mostrano numerose rappresentazioni iconografiche - ma significano anche stare insieme, conversare, confrontarsi, dunque entrare in relazione, tessere rapporti, prendere decisioni, a volte anche di rilievo politico. I momenti conviviali quindi si prestano bene a un'analisi dei rapporti e delle dinamiche sociali.
La tavola, la musica e le feste, inoltre, sono elementi che contribuiscono a definire una cultura e perciò a connotare una comunità e, tramite la reiterazione, a rafforzarne identità e solidarietà. In altre parole, risultano tratti che esulano dallo spazio privato per segnare appunto uno spazio collettivo (un patrimonio, un gruppo).
Tenendo conto di questo aspetto, gli ambiti scelti costituiscono pure un interessante terreno per indagare scambi e intersezioni tra diverse civiltà.
Inoltre, è importante tenere a mente che la maniera di stare a tavola così come le vivande consumate, i momenti musicali e in genere festivi non sempre risultano omogenei in seno a una società, ma anzi assumono espressioni diverse riconducibili alle varie appartenenze (economiche, sociali, culturali) che attraversano trasversalmente ogni società.
Ancora la tavola, la musica e le feste sono tutte dimensioni legate a certo un territorio, a una particolare economia, a un sistema di organizzazione del lavoro. Si pensi, per esempio, all'uso di certi ingredienti in cucina che, com'è evidente, sottende un dato sistema di produzione agricola o di scambio commerciale.
Una prospettiva di analisi interessante, infine, potrebbe essere pure
quella della religione, ovvero della concezione dei cibi e delle bevande,
della comunione, della musica, della festa, delle diverse comunità,
non solo islamiche, presenti in Medio Oriente e Africa del Nord.