Osservatorio Islam-Europa

a cura di Stefano Allievi e Daniela Melfa


5. luglio 2004

Carissimi,

in questo numero dell'osservatorio vi segnaliamo:

1) la pubblicazione dei dati del censimento Istat del 2001 relativi alla popolazione straniera residente in italia: una fotografia in verità non aggiornata in quanto precedente l'importante sanatoria avvenuta nel 2002. Per una presentazione sintetica dei dati rinviamo a:

http://dawinci.istat.it/daWinci/jsp/MD/download/com_stranieri.pdf

2) il libro Lumi dell'Islam. Nove intellettuali musulmani parlano di libertà di Nina zu Fürstenberg edito da Marsilio (I Libri di Reset), di cui vi mandiamo di seguito una scheda di presentazione - trasmessaci da Paolo Branca che ringraziamo - corredata dai probili degli intellettuali intervistati.
Il libro è parzialmente discutibile nella scelta degli interlocutori.
Alcuni non sono più musulmani di quanto Emanuele Severino o Giuliano Ferrara (o magari Oriana Fallaci) siano cattolici... Difficilmente un libro sui Lumi dal cattolicesimo includerebbe i loro nomi, anche se chiunque è ovviamente legittimato a parlare di qualsivoglia argomento (ma un conto è parlare di, un altro parlare da).
'Attribuire' dunque alcuni degli intellettuali presenti nel libro all'islam, per così dire d'ufficio, solo per il loro cognome, e perchè sono critici con l'islam mainstream, appare un'operazione concettualmente ambigua e in definitiva fuorviante.
Detto questo, nel caso di altri contributi, l'operazione è legittima: e poiché nel nostro paese sono pochi i libri sui pensatori, più che musulmani, di 'area islamica', è utile segnalarlo all'attenzione dei lettori.


3) l'ultimo numero di Limes (n. 3, 2004) da
l titolo Il nostro islam, di cui trovate di seguito l'indice.

4) un interessante Forum sulle mutilazioni genitali, a cura di Brunella Casalini di Jura Gentium - Centro di filosofia del diritto internazionale e della politica globale (Università di Firenze).
Uno spazio di discussione aperto - come si dice nella presentazione - poco dopo l'iniziativa del medico somalo Omar Abdulkadir, impegnato da tempo nella lotta contro l'infibulazione, che ha avanzato l'idea della c.d. "sunna rituale", ovvero praticare al posto della sunna tradizionale una puntura con un ago del clitoride, sotto anestesia locale, al fine di ottenere l'uscita di alcune gocce di sangue; la puntura dovrebbe essere praticata da un medico della ASL e certificata dallo stesso.

Un cordiale saluto,

Stefano Allievi e Daniela Melfa

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Lumi dell'Islam. Nove intellettuali musulmani parlano di libertà
Di Nina zu Fürstenberg
Con una postfazione di Renzo Guolo
I Libri di Reset / Marsilio

Riusciremo a liberarci dall'incubo di uno scontro tra civiltà? L'esito dipenderà non solo dall'Occidente ma anche dall'evoluzione del mondo islamico. Nove intellettuali musulmani parlano qui dell'incontro, difficile ma possibile, incompiuto ma avviato, delle loro culture con la modernità liberale, con i principi della democrazia, della dignità dell'individuo, uomo e donna, con i diritti umani.

Né la Divina Commedia, né il Don Chisciotte sarebbero mai stati scritti senza l'influenza musulmana sull'Alto Medio Evo europeo. Se l'Europa ha ricevuto luce dall'Islam, saprà oggi ricambiare il favore illuminando il futuro della cultura musulmana? E l'Islam europeo può essere fonte di un rinnovamento che lo avvicini alla cultura della libertà?

Nina zu Fürstenberg ha interrogato una serie di intellettuali liberali musulmani circa la possibilità di un Islam che entri in sintonia con la modernità, con il pensiero illuministico, con i valori della democrazia, con i diritti umani, con la dignità dell'individuo e la libertà di scegliere. Rispondono Tariq Ali, scrittore pakistano che vive a Londra, Abdullahi An-Na'im, giurista di diritto islamico e internazionale, sudanese, Soheib Bencheikh, mufti della moschea di Marsiglia, Dalil Boubakeur, rettore della moschea di Parigi e capo del Consiglio dei musulmani in Francia (CFCM), Khaled Fouad Allam, sociologo e islamologo a Trieste e Urbino, gli iraniani Navid Kermani, membro del Wissenschaftskolleg a Berlino e Azar Nafisi della Johns Hopkins University negli Stati Uniti, Tariq Ramadan, consigliere dell'Unione Europea e filosofo a Ginevra, e Bassam Tibi, politologo e scrittore a Göttinga, intellettuali che sostengono una parte difficile, contrastata e coraggiosa e che potrebbero rivelarsi decisivi per l'evoluzione di una cultura. Dicono le loro opinioni, paure e speranze in modo diretto e chiaro. Non rappresentano una scuola o una nuova corrente all'interno dell'Islam, ma uno spettro di posizioni, che hanno in comune il desiderio di fare incontrare i valori "liberali" con l'Islam.


Con vari accenti tutti spiegano come la via verso un Islam liberale e democratico non possa presentarsi come una "copiatura" dei valori occidentali, ma che si debba trovare una via musulmana al liberalismo che sia compatibile con la fedeltà a un parte di queste regole/abitudini/identità proprie della cultura islamica. Il loro approccio aiuta il lettore occidentale a capire che cosa significhi il fatto che l'Islam non sia mai solo una religione e un credo, ma anche una sfera sociale, una legge, un'etica (shari'a), un comportamento che ispira individui e comunità (umma) allo stesso tempo.

L'Iran, la teocrazia politica totalitaria, dove lo stato impone come adorare dio, vede oggi vacillare il consenso per gli ayatollah, come racconta la scrittrice Azar Nafisi, autrice del provocante Lolita a Teheran. Ed è proprio lì che si sta, per esempio, sviluppando uno spirito democratico che i giovani iraniani vivono come espressione autentica della loro storia e non come applicazione di modelli imposti dall'esterno.

Certamente l'Europa e l'America potranno aiutare questo processo e influire positivamente sulla diffusione di una forte corrente liberale nel mondo musulmano, ma a condizione di conoscere le vie che consentono di esercitare un influsso virtuoso e di evitare un rovinoso scontro tra civiltà. Dall'11 settembre del 2001 molti si chiedono come fare. Alcune delle risposte le troverete in questo libro.

Tariq Ali (Pakistan/Gran Bretagna) nato in Pakinstan nel 1934. L'opposizione della dittatura militare pakistana lo ha portato a un esilio permanente in Inghilterra. A Londra è redattore della rivista "New left Review", cineasta e scrittore di svariati saggi e romanzi su temi di storia e politica. Tra questi A Letter of a Young Muslim, il romanzo Shadow of Pomegranate Tree e Lo scontro dei fondamentalismi (Milano, Rizzoli, 2002) il provocatorio libro che mette a confronto l'imperialismo americano e il fondamentalismo islamico.

Abdullahi An-Na'im (Sudan/Usa) ha studiato in Inghilterra per poi tornare nel 1976 nella sua terra d'origine, il Sudan. An-Na'im è giurista di diritto islamico e internazionale. Nel 1993 è diventato direttore di Africa Watch, l'organizzazione per la tutela dei diritti umani con base a Washington d.c. Dal 1995 insegna alla Emory University Law School di Atlanta.

Soheib Bencheikh (Algeria/Francia) nasce in Arabia Saudita da genitori algerini nel 1961. Studia teologia nella famosa Università Al-Azhar al Cairo e poi alla Sorbonne di Parigi. Oggi è uno dei più potenti mufti della Francia. Alla moschea di Marsiglia, il giovane teologo liberale è consulente di diritto islamico e lavora come giudice.

Dalil Boubakeur (Algeria/Francia) è nato in Algeria nel 1940. Oggi non è solo il rettore della moschea di Parigi (dal 1992), che controlla un centinaio di iman (guide spirituali), ma nel maggio del 2002 è diventato anche presidente del Conseil Français du culte musulman. A questo uomo di 62 anni, gentile, colto, eloquente, efficace nelle sue apparizioni televisive, tocca il compito di tenere insieme in mondo islamico francese.

Khaled Fouad Allam (Algeria/Italia) è nato in Algeria nel 1955 ed è oggi cittadino italiano. E' docente di Sociologia del mondo musulmano e di Storia all'Università di Trieste e all'Università di Urbino. Autore di "L'Islam globale" ( Rizzoli 2003). Oltre alle consulenze presso il Consiglio d'Europa sull'immigrazione e le nuove cittadinanze, scrive per vari giornali tra i quali La Stampa e Repubblica.

Navid Kermani (Iran/Germania) è nato in Germania nel 1967 da una famiglia d'origine iraniana. Kermani è una tra le figure più interessanti dei giovani intellettuali, in Germania dove, a quarant'anni, è già membro del prestigioso Wissenschaftskolleg di Berlino. Tra l'altro è autore di un libro sull'Iran e la "rivoluzione dei bambini" e collabora con il settimanale Die Zeit.

Azar Nafisi (Iran/Usa) è nata in Iran. Oggi vive a Washington e insegna alla Johns Hopkins University. Il suo libro, Reading Lolita in Teheran (Random House 2003) ha suscitato molto interesse perché usa Lolita come metafora delle umiliazioni del popolo iraniano sotto il potere degli ayatollah.

Tariq Ramadan (Svizzera/Egitto) è nato nel 1962 a Ginevra da genitori egiziani. Insegna Filosofia a Ginevra, Islamologia all'Università di Ginevra in Svizzera, ed è consulente dell'UE. Tra i liberali Ramadan, è molto contestato e discusso da parte dell'establishment intellettuale europeo per le sue posizioni conservatrici, ma è senza dubbio uno dei riformatori più impegnati.

Bassam Tibi (Siria/Germania) è nato a Damasco nel 1944 ma ha trascorso gran parte della sua vita in Germania. Tibi è uno dei maggiori studiosi nel mondo del fondamentalismo, della cultura islamica e dei suoi rapporti con il liberalismo. Dal 1973 è docente di Relazioni Internazionali presso l'Università di Göttingen, in Germania. Dal 1998 frequenta Harvard. In Italia sono usciti due libri: Euro-Islam; l'integrazione mancata (Marsilio, Libri di Reset, 2003) e Il fondamentalismo religioso (Bollati Boringhieri, 1997).


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LIMES n.3/ 2004
IL NOSTRO ISLAM

EDITORIALE Mediterraneo è bello!
Margherita PAOLINI - Atlante delle dinamiche mediterranee

PARTE I LE STORIE E GLI SPAZI

Tariq RAMADAN - Un islam a misura d’Europa (a cura di Antonella CARUSO)
Federico DI LEO - I dieci mondi islamici
Alfonso DESIDERIO - Se vai in cerca d’Eldorado
Giuseppe SACCO - Le braccia, non l’anima: un modo nuovo d’essere immigrato
Alberto MELLONI - Eurovescovi ed euroislam
Bruno ETIENNE - Noi e i musulmani: il caso francese nell’Europa plurale

PARTE II GLI ISLAM IN ITALIA

Stefano ALLIEVI - I musulmani in Italia: chi sono e come ci vedono
Maurizio STEFANINI - Le forme degli islam nostrani
Federico DI LEO - Il nostro islam in cifre
Mohamed Nour DACHAN, Souad SBAI, Khalid CHAOUKI, Omar CAMILETTI - Chi siamo e cosa vogliamo
Elisa MARINCOLA - Milano, Italia?
Elisa MARINCOLA e Cecilia TOSI - Nel labirinto di Torino
Aicha AZIZI - Centocelle, prove tecniche di integrazione
Pietro MESSINA - Sicilian connection: così collaborano mafiosi e jihadisti
TAVOLA ROTONDA Nicola, Federico, Antonio, Stefania, Chiara, Cristina - ‘Come vorremmo studiare il Mediterraneo’ (a cura di Federica ARACO)
Franz GUSTINCICH - Islamofobia e radicalismo, una coppia perfetta

PARTE III MUSULMANI IN EUROPA (E DINTORNI)

Antonella CARUSO - Il fascino di Barbès
Ghazi HIDOUCI - La rivelazione del velo
Margherita PAOLINI - Viaggio in Andalusia, cuore antico dell’islam europeo
Jan DE VOLDER - In Belgio è l’ora dei radicali
Dominique THOMAS - La parabola del Londonistan
Edin AVDIC´ - Balcani in salsa jihadista
Paola PIZZO - Il ponte sul Bosforo

liMes IN PIÙ

DOSSIER KAZAKISTAN E ASIA CENTRALE
Fabrizio VIELMINI - L’importanza di essere Kazakistan
Farkhad KHAMRAEV - Il rebus centrasiatico
Konstantin SYROEZHKIN - Il boomerang americano

Vittorio Emanuele PARSI - I paradossi della guerra al terrorismo
Alberto CASTALDINI - Ebrei a Milano, una diaspora multietnica
Luigi AMBROSINO - I clan criminali alla conquista del Basso Lazio
Antonio PENNACCHI - Marconia (Viaggio per le città del Duce - 24)