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Osservatorio Islam-Europaa cura di Stefano Allievi e Daniela Melfa
Carissimi, --------------------------------------------------------------------------------
Lumi dell'Islam. Nove intellettuali musulmani parlano di libertà Riusciremo a liberarci dall'incubo di uno scontro tra civiltà? L'esito dipenderà non solo dall'Occidente ma anche dall'evoluzione del mondo islamico. Nove intellettuali musulmani parlano qui dell'incontro, difficile ma possibile, incompiuto ma avviato, delle loro culture con la modernità liberale, con i principi della democrazia, della dignità dell'individuo, uomo e donna, con i diritti umani. Né la Divina Commedia, né il Don Chisciotte sarebbero mai stati scritti senza l'influenza musulmana sull'Alto Medio Evo europeo. Se l'Europa ha ricevuto luce dall'Islam, saprà oggi ricambiare il favore illuminando il futuro della cultura musulmana? E l'Islam europeo può essere fonte di un rinnovamento che lo avvicini alla cultura della libertà? Nina zu Fürstenberg ha interrogato una serie di intellettuali liberali musulmani circa la possibilità di un Islam che entri in sintonia con la modernità, con il pensiero illuministico, con i valori della democrazia, con i diritti umani, con la dignità dell'individuo e la libertà di scegliere. Rispondono Tariq Ali, scrittore pakistano che vive a Londra, Abdullahi An-Na'im, giurista di diritto islamico e internazionale, sudanese, Soheib Bencheikh, mufti della moschea di Marsiglia, Dalil Boubakeur, rettore della moschea di Parigi e capo del Consiglio dei musulmani in Francia (CFCM), Khaled Fouad Allam, sociologo e islamologo a Trieste e Urbino, gli iraniani Navid Kermani, membro del Wissenschaftskolleg a Berlino e Azar Nafisi della Johns Hopkins University negli Stati Uniti, Tariq Ramadan, consigliere dell'Unione Europea e filosofo a Ginevra, e Bassam Tibi, politologo e scrittore a Göttinga, intellettuali che sostengono una parte difficile, contrastata e coraggiosa e che potrebbero rivelarsi decisivi per l'evoluzione di una cultura. Dicono le loro opinioni, paure e speranze in modo diretto e chiaro. Non rappresentano una scuola o una nuova corrente all'interno dell'Islam, ma uno spettro di posizioni, che hanno in comune il desiderio di fare incontrare i valori "liberali" con l'Islam.
Con vari accenti tutti spiegano come la via verso un Islam liberale
e democratico non possa presentarsi come una "copiatura" dei
valori occidentali, ma che si debba trovare una via musulmana al liberalismo
che sia compatibile con la fedeltà a un parte di queste regole/abitudini/identità
proprie della cultura islamica. Il loro approccio aiuta il lettore occidentale
a capire che cosa significhi il fatto che l'Islam non sia mai solo una
religione e un credo, ma anche una sfera sociale, una legge, un'etica
(shari'a), un comportamento che ispira individui e comunità (umma)
allo stesso tempo. Tariq Ali (Pakistan/Gran Bretagna) nato in Pakinstan nel 1934. L'opposizione della dittatura militare pakistana lo ha portato a un esilio permanente in Inghilterra. A Londra è redattore della rivista "New left Review", cineasta e scrittore di svariati saggi e romanzi su temi di storia e politica. Tra questi A Letter of a Young Muslim, il romanzo Shadow of Pomegranate Tree e Lo scontro dei fondamentalismi (Milano, Rizzoli, 2002) il provocatorio libro che mette a confronto l'imperialismo americano e il fondamentalismo islamico. Abdullahi An-Na'im (Sudan/Usa) ha studiato in Inghilterra per poi tornare nel 1976 nella sua terra d'origine, il Sudan. An-Na'im è giurista di diritto islamico e internazionale. Nel 1993 è diventato direttore di Africa Watch, l'organizzazione per la tutela dei diritti umani con base a Washington d.c. Dal 1995 insegna alla Emory University Law School di Atlanta. Soheib Bencheikh (Algeria/Francia) nasce in Arabia Saudita da genitori algerini nel 1961. Studia teologia nella famosa Università Al-Azhar al Cairo e poi alla Sorbonne di Parigi. Oggi è uno dei più potenti mufti della Francia. Alla moschea di Marsiglia, il giovane teologo liberale è consulente di diritto islamico e lavora come giudice. Dalil Boubakeur (Algeria/Francia) è nato in Algeria nel 1940. Oggi non è solo il rettore della moschea di Parigi (dal 1992), che controlla un centinaio di iman (guide spirituali), ma nel maggio del 2002 è diventato anche presidente del Conseil Français du culte musulman. A questo uomo di 62 anni, gentile, colto, eloquente, efficace nelle sue apparizioni televisive, tocca il compito di tenere insieme in mondo islamico francese. Khaled Fouad Allam (Algeria/Italia) è nato in Algeria nel 1955 ed è oggi cittadino italiano. E' docente di Sociologia del mondo musulmano e di Storia all'Università di Trieste e all'Università di Urbino. Autore di "L'Islam globale" ( Rizzoli 2003). Oltre alle consulenze presso il Consiglio d'Europa sull'immigrazione e le nuove cittadinanze, scrive per vari giornali tra i quali La Stampa e Repubblica. Navid Kermani (Iran/Germania) è nato in Germania nel 1967 da una famiglia d'origine iraniana. Kermani è una tra le figure più interessanti dei giovani intellettuali, in Germania dove, a quarant'anni, è già membro del prestigioso Wissenschaftskolleg di Berlino. Tra l'altro è autore di un libro sull'Iran e la "rivoluzione dei bambini" e collabora con il settimanale Die Zeit. Azar Nafisi (Iran/Usa) è nata in Iran. Oggi vive a Washington e insegna alla Johns Hopkins University. Il suo libro, Reading Lolita in Teheran (Random House 2003) ha suscitato molto interesse perché usa Lolita come metafora delle umiliazioni del popolo iraniano sotto il potere degli ayatollah. Tariq Ramadan (Svizzera/Egitto) è nato nel 1962 a Ginevra da genitori egiziani. Insegna Filosofia a Ginevra, Islamologia all'Università di Ginevra in Svizzera, ed è consulente dell'UE. Tra i liberali Ramadan, è molto contestato e discusso da parte dell'establishment intellettuale europeo per le sue posizioni conservatrici, ma è senza dubbio uno dei riformatori più impegnati. Bassam Tibi (Siria/Germania) è nato a Damasco nel 1944 ma ha trascorso gran parte della sua vita in Germania. Tibi è uno dei maggiori studiosi nel mondo del fondamentalismo, della cultura islamica e dei suoi rapporti con il liberalismo. Dal 1973 è docente di Relazioni Internazionali presso l'Università di Göttingen, in Germania. Dal 1998 frequenta Harvard. In Italia sono usciti due libri: Euro-Islam; l'integrazione mancata (Marsilio, Libri di Reset, 2003) e Il fondamentalismo religioso (Bollati Boringhieri, 1997).
EDITORIALE Mediterraneo è bello! PARTE I LE STORIE E GLI SPAZI Tariq RAMADAN - Un islam a misura d’Europa (a cura di Antonella
CARUSO) PARTE II GLI ISLAM IN ITALIA Stefano ALLIEVI - I musulmani in Italia: chi sono e come ci vedono PARTE III MUSULMANI IN EUROPA (E DINTORNI) Antonella CARUSO - Il fascino di Barbès liMes IN PIÙ DOSSIER KAZAKISTAN E ASIA CENTRALE Vittorio Emanuele PARSI - I paradossi della guerra al terrorismo |