Osservatorio
Islam-Europa
a cura di Stefano Allievi e Daniela Melfa
8. novembre 2004
Carissimi,
in questo numero dell'Osservatorio vi segnaliamo anzitutto tre iniziative
importanti sull'islam italiano ed europeo - promosse a Roma, Milano
e Torino - segno di un'attenzione crescente al tema che si va manifestando
nel nostro paese:
1. Islam, Islam europeo, Islam italiano
Roma, 25 novembre 2004
CNEL, Via Lubin 2, Roma / ore 15-19,30
2. Quale alternativa democratica per il mondo arabo?
Venerdì 26 novembre 2004 / ore 18.00
Salone della Fondazione Giuseppe Lazzati - Largo Corsia dei Servi, 4
- MILANO
3. Lislam in Italia. Appartenenze religiose plurali e strategie
diversificate
Torino, 2-3 dicembre 2004
Fondazione Giovanni Agnelli - Sala Conferenze: Via Giacosa 38 - Torino
E' inoltre da poco uscito il volume Islam ed Europa. Il contributo
dell'Islam alla storia e alla cultura europea di Jack Goody edito da
Raffaello Cortina Editore. Vi proponiamo una breve scheda tratta dal
sito: http://www.raffaellocortina.it/novita/scheda.asp?numlibro=898
e un'intervista all'autore uscita su Avvenire il 2 novembre scorso.
Infine vi suggeriamo la consultazione di due pagine web curate da Abdu-l-Kabir
Aliotta, dove è possibile trovare materiale (opuscoli e giornali)
la cui diffusione è promossa in ambito musulmano:
1. http://web.tiscali.it/comislamica_liguria/osservatorioditarek.htm
2. http://web.tiscali.it/comislamica_liguria/ilnorandino.htm
Un saluto cordiale e buon lavoro a tutti,
Stefano Allievi e Daniela Melfa
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Città Aperta edizioni
UCOII
Associazione Città delluomo
invitano allincontro
Quale alternativa democratica per il mondo arabo?
venerdì 26 novembre 2004 / ore 18.00
Salone della Fondazione Giuseppe Lazzati
Largo Corsia dei Servi, 4
MILANO
Introduce e modera
Paolo Branca
Università Cattolica del Sacro Cuore
Intervengono
Tariq Ramadan
professore d'islamologia presso il Classic Department dell'Università
de Notre Dame (USA, Indiana)
Stefano Allievi
Università di Padova
Jounes Tawfik
Scrittore
Hamza Roberto Piccardo
Segretario dellUnione Comunità ed Organizzazioni Islamiche
in Italia
Lincontro è organizzato in occasione della presentazione
del volume di Tariq Ramadan, Il riformismo islamico. Un secolo di rinnovamento
musulmano, Città Aperta edizioni.
Città Aperta Edizioni
Via Conte Ruggero 73 / 94018 Troina (En)
tel. 0935.653530 / fax 0935.650234 / email: editrice@oasi.en.it
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Goody J., Islam ed Europa
Anno/Pagine : 2004 pp. 204, ISBN : 919-5, Euro : 19,50
Il libro
Non è forse il terrorismo islamico il nuovo spettro che si aggira
per le nostre città? Ma che cosa sappiamo davvero dellIslam
e del suo ruolo nel passato e nel presente dellEuropa, allepoca
dellattacco alle Torri gemelle di New York? Seguendo i movimenti
di persone, culture e religioni da Oriente verso Occidente, Goody manda
in pezzi lidea di unopposizione tra Islam ed Europa ed elabora
riflessioni profonde e illuminanti su questioni politiche e conflitti
di grande attualità.
Lautore
Jack Goody è professore emerito di Antropologia sociale presso
lUniversità di Cambridge. Tra i suoi molti volumi, La
famiglia nella storia europea (Laterza, 2000), Lambivalenza
della rappresentazione (Feltrinelli 2000), Il potere della
tradizione scritta (Bollati Boringhieri, 2002).
Intervista
«Musulmani e cristiani imparino a convivere, come già è
accaduto talvolta nel passato». Parla l'antropologo Jack Goody
Europa e islam senza muri
«Lo scontro di civiltà è frutto di una reciproca
incomprensione e di certe mire occidentali sul Medio Oriente»
Di Luca Gallesi
Jack Goody, professore emerito di Antropologia sociale al St John's
College di Cambridge, ha esaminato spesso, in molti libri tradotti anche
in italiano, le differenze tra i modelli culturali dell'Oriente e dell'Occidente.
L'ultimo suo saggio, Islam ed Europa (Raffaello Cortina Editore, pagg.196,
euro 19,50), è incentrato sull'idea che l'opposizione tra Europa
e Islam sia in realtà un'idea recente e priva di qualsiasi fondamento
storico.
Può spiegarci perché non condivide la diffusa opinione
che vede nell'islam qualcosa di totalmente altro da noi, un temibile
nemico storico dell'Europa?
«Soprattutto perché l'islam, in quanto Religione del Libro,
ha radici comuni tanto con il cristianesimo quanto con l'ebraismo, e
ne condivide molti valori che sono pressoché identici, anche
se oggi questo si preferisce dimenticarlo, contrapponendo il giudeo-cristianesimo
all'islam
»
Quali sono i fattori di progresso scientifico, sociale e culturale che
l'Europa deve all'islam?
«L'Europa deve molto all'islam che, soprattutto dalla Sicilia
e dalla Spagna, diffuse su tutto il continente molte innovazioni e scoperte
scientifiche come la carta, la tessitura della seta, la polvere da sparo,
probabilmente il compasso e il mulino ad acqua, a cui dobbiamo aggiungere
i progressi nella medicina, tramite la Scuola di Salerno, e nella matematica.
I musulmani introdussero, inoltre, nuove coltivazioni come gli agrumi,
il riso, lo zucchero e soprattutto seppero creare la pasta di grano;
il loro apporto principale, comunque, resta nella pratica di igiene,
con la diffusione e l'incremento nell'uso dell'acqua sia per lavarsi
che per lavare».
Lei afferma che l'islam nasce dalla tradizione giudaico-cristiana. Questa
vicinanza è ancora viva ai giorni nostri?
«La religione islamica fa ancora parte dello stesso gruppo di
religioni nate a poca distanza tra loro nel Vicino Oriente. Il progresso
dell'islam ha subito a un certo punto un rallentamento, rispetto alle
altre religioni, perché ha tardato - anche per motivi di fede
- a utilizzare le invenzioni relative alla diffusione dell'informazione
come la stampa».
Tornando ai giorni nostri, cos'è cambiato oggi, dopo l'11 settembre,
nella percezione del Medio Oriente da parte del mondo occidentale?
«Dopo l'11 settembre l'Occidente ha purtroppo dimostrato, ancora
una volta, di non riuscire a comprendere il Medio Oriente: da allora
ogni movimento di resistenza è stato quindi classificato come
"terroristico"
».
Secondo lei si tende a sottovalutare il fattore religioso. Che ruolo
gioca nel mondo moderno globalizzato?
«L'importanza del fattore religioso è andata via via diminuendo
a partire dal Rinascimento, ma basterebbe pensare alla situazione nell'Irlanda
del Nord per capire che esso è ancora vivo e presente sulla scena
mondiale anche in occidente. Guardando indietro, vediamo come nell'Ottocento
esso abbia giocato un ruolo importante nel dibattito sul darwinismo
e nel Ventesimo secolo in quello sull'aborto.
Comunque, oggi anche l'islam ha degli elementi secolarizzati, che a
lungo termine aumenteranno e acquisiranno visibilità e importanza,
anche se l'interferenza dell'Occidente in Medio Oriente non fa che rafforzare
e aumentare il fondamentalismo».
Nel suo libro sostiene che la "pulizia etnica" non è
affatto una invenzione moderna, ma che invece appartiene da sempre alla
storia europea. In che senso?
«Nel senso che un tempo, invece di "pulizia etnica",
queste si chiamavano "migrazioni di popoli": gli anglosassoni
buttarono i celti fuori da gran parte dell'Inghilterra, gli europei
fecero lo stesso con gli indiani d'America e così via
».
Quando condanniamo i talebani per aver distrutto le statue dei Buddha,
lei dice che l'iconoclastia non è un'esclusiva dell'islam
«La proibizione di realizzare e soprattutto adorare immagini sacre
fu una delle conseguenze dei dieci comandamenti, un precetto seguito
tanto dai musulmani che dai primi cristiani, imitati, qualche secolo
dopo, dai protestani che si dedicarono con impegno a distruggere le
immagini sacre in tutta Europa».
Come potremmo, se non risolvere, almeno ridurre, il problema del terrorismo,
motivo principale della paura dell'islam?
«Il terrorismo va affrontato tanto con mezzi repressivi che con
strumenti politici. Non dimentichiamo che la maggior parte dei movimenti
indipendentisti fu all'inizio considerata come "terrorismo",
a cominciare dalla rivoluzione statunitense che era stata considerata
dalla Gran Bretagna come una ribellione ingiustificata. Forse dovremmo
fare un ulteriore sforzo per capire come i problemi politici del medio
Oriente siano in realtà tutti derivati dal bisogno che l'Occidente
ha del suo petrolio
».
Avvenire, 02/11/2004
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L'Osservatorio di Tarek
si propone di essere un nuovo ed innovativo sistema di divulgazione
del messaggio islamico:
http://web.tiscali.it/comislamica_liguria
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Il Norandino è un giornale multimediale scaricabile gratuitamente
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