Osservatorio Islam-Europa

a cura di Stefano Allievi e Daniela Melfa


10. gennaio 2005

Carissimi,

di fronte a episodi di tensione e violenza, e al rilievo in genere loro assegnato - episodi che hanno assunto un'ampiezza emblematica in Olanda alla fine dello scorso anno da una parte con l'assassinio di Theo van Gogh (di cui vi proponiamo in allegato un commento tratto da Il Foglio) e dall'altra con diverse aggressioni a luoghi di culto islamici - ci sembra importante sottoporre alla vostra attenzione due recenti volumi che si soffermano invece sugli aspetti meno problematici e cruenti della convivenza in Europa:

Islam. Storie italiane di buona convivenza
Luigi Accattoli

*Bologna, EDB, 2004, 16 euro

Cresce la paura dell’Islam, e questa inchiesta la combatte raccontando storie di buona convivenza: oltre 150, ambientate nel nostro paese o vissute da italiani in giro per il mondo. Il libro è ispirato all’idea che la buona convivenza è frequente, ma il suo racconto è raro. La narrazione passa da eventi minimi, come un gesto o una parola occasionali di ricono­scenza, a scelte di vita da parte di immigrati che hanno ricevuto aiuto e vogliono ricambiarlo.

È frequente la scoperta di storie singolari: un tunisino che fa il sacre­stano a Milano, un ingegnere d’origine siriana sindaco di un paesino dell’Abruzzo, un imprenditore piemontese che ha sei dipendenti musul­mani su trenta in azienda e li tratta come figli, giovani turchi e di altri paesi che studiano alla Gregoriana, una decina di immigrati islamici in contatto con il Movimento dei Focolari, altri che ricorrono alle «preghiere di liberazione» dell’arcivescovo Milingo, famiglie osservan­ti che mandano i figli a scuola dalle suore o scelgono per loro l’in­segnamento della religione cattolica. Vengono intervistati musulmani che lavorano alle ACLI, alla Caritas, al Centro Astalli e addirittura in Vaticano.

Luigi Accattoli, da 23 anni giornalista del Corriere della Sera,collabora con la rivista Il Regno da più di 30 anni. Nato a Recanati (Macerata) nel 1943, vive a Roma con cinque figli (Valentino, Agnese, Beniamino, Matilde, Miriam) e con la sposa Maria Luisa Cozzi. Dal 1975 al 1981 ha lavorato a La Repubblica. Ha pubblicazioni e tiene conferenze sulla figura di Giovanni Paolo II, sul vissuto cristiano, sui mass media e sulla famiglia.

L’ISLAM SOTTO CASA. L’INTEGRAZIONE SILENZIOSA

Francesca Paci

*Marsilio, 2004, 10 euro

E se l’islam si potesse scoprire anche attra­verso la “palletta”? Dicasi palletta, spiega Francesca Paci, autrice del saggio L’islam sotto casa. L’integrazione silenziosa, un’effi­cace ceretta per la depilazione a base di zuc­chero e limone. La usavano le nostre nonne, oggi l’halawa si può scovare in qualche mercatino erboristico o, ancor meglio, se ne può chiedere scorta all’amica siriana che dovesse tornare per le vacanze a Damasco. Quante facce ha l’islam? Tante, tantissime soprattut­to quando i precetti di una grande religione si impigliano nelle esistenze del milione di mu­sulmani che vive in Italia, o dei 50mila con­vertiti che hanno scelto il Corano. Una molti­tudine di espressioni che si intrecciano alla nostra quotidianità, senza scatenare guerre di civiltà. Paci ci offre un viaggio intimo, che parte dal salotto di casa e lascia sullo sfondo i “malesseri” delle migrazioni – dai problemi con i documenti, allo sfruttamento del lavoro al nero, alla segregazione che colpisce i mu­sulmani stranieri come tutti gli immigrati – per posare lo sguardo sull’inarrestabile com­plicità che fiorisce nell’incontro quotidiano: le studentesse Glenda e Safìah che vanno in­sieme al bagno turco o Rebah che confida a Silvia i problemi della sua coppia “mista”. I “quadretti” che introducono ogni capitolo a volte suonano artificiosi, ma il libro è pieno di informazioni utili e soprattutto getta luce su quella normalità che purtroppo non fa mai notizia.

Cinzia Gubbini

Le monde diplomatique/Il manifesto (dicembre 2004)
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Un altro volume che vi segnaliamo, recensito su Internazionale di settembre (http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=7264) è:

Occidentalismo
di Ian Buruma e Avishai Margalit

Contributi di Adriano Sofri
Traduzione di Nina Isola

Einaudi, 2004, pp. 166, 11,5 euro

Un polemico rifiuto della teoria dello «scontro di civiltà» di Samuel Huntington, una rigorosa analisi su un problema che investe direttamente le nostre vite. Un libro indispensabile, già al centro della discussione in Italia prima ancora di essere tradotto.

Ian Buruma è nato in Olanda e ha vissuto a lungo in Giappone. Come inviato, ha pubblicato per molti anni i suoi reportage sulla «New York Review of Books». Come professore, dopo aver insegnato a Gerusalemme si è trasferito di recente al Bard College di New York. Tra i suoi libri, God's Dust, Behind the Mask, Playing the Game.
Avishai Margalit, filosofo della politica, insegna all'Università ebraica di Gerusalemme. Tra i suoi libri, La società decente (Guerini e Associati 1998), che ha segnato la discussione americana sulle «teorie della giustizia», e Volti d'Israele (Carocci 2000).

Per finire riprendiamo una notizia uscita sullo scorso Bollettino Eurames, relativa a un call for paper finalizzato alla realizzazione di un volume sull'Islam e i Musulmani in Germania (Call for Papers: State-of-the-art publication on Islam and Muslims in Germany), e vi segnaliamo anche il convegno di studio "Islam a scuola: problemi e prospettive" che avrà luogo giovedì 27 gennaio a Milano.

Call for Papers: State-of-the-art publication on Islam and Muslims in Germany

We are looking for English contributions for a state-of-the-art publication on Islam and Muslims in Germany, which we will edit, and which is scheduled to be published in January/February 2006.

The various issues of Islam and Muslims in Europe are attracting more and more interest in social sciences in the last decade. In the European discourse of the post-September-Eleven reality, notions like "Multiculturalism", "Integration", "European Islam" and "Clash of Civilizations" are gaining new actuality and vitality. In Germany, the issues of Islam and Muslims are presented in the public sphere mainly by mass media and politics. The presentations in the mass media tend to over-represent the negative sides of the Muslim life-worlds (fundamentalism, segregation, "parallel societies", etc.). The politics tend to (miss)-use a short-term oriented political speech when tackling the Muslim question (migration, integration, multiculturalism, etc.). The cover-title of the popular weekly journal Focus "Unheimliche Gaeste" (Focus, 22.11.2004) demonstrates a huge misunderstanding of the current situation in Germany. The about four million Muslims, who live in Germany today, are indeed not guests, and their social practices (religion as well) are not eldritch.

The academia is dominated by empirically grounded studies that mainly focus on very specific cases and narrow issues. The majority of the existing overview studies (Tibi, Spuler-Stegemann) is not empirically grounded. They are rather forms of long essays on the past, present and future of the Muslims in Germany and their social practices, and/or forms of logical exercises in the theory and history of Islam. An empirical grounded overview is still lacking.

We would like to invite scholars from various fields of research (cultural studies, anthropology, geography, political sciences, sociology, history, Islamic studies, legal studies, media studies, migration studies, urban studies, history, etc.) to participate in a state-of-the-art publication project on Islam and Muslims in Germany. The project is under negotiation with Brill Publishers (Leiden, Netherlands) for publication.

The publication aims to reflect the variety of Muslim social practices and life-worlds in Germany and to address the following issues (the topics in brackets are but indicative, not exclusive):

· Politics and Society (German Muslim politicians: communal, federal and European German Muslim deputies, Muslim political organizations in Germany; Muslim NGOs in Germany; Islamic Fundamentalism in Germany; Muslim asylums in Germany) · Islamic economics (Islamic banking in Germany, Islamic economic networks, "Islamic ethnic business?") · Media (Turkish, Kurdish, Persian and Arab media in Germany, Influence of Sat-TV and Internet on Muslim communities) · Art (Muslim filmmakers and actors in Germany, Images of Muslims in German cinema and TV, Muslim intellectuals in Germany, Muslim literature Germany) · Religion (European Islam in Germany, Intra-Religious Dialogue in Germany, Mosques in Germany, Islam in School, German Converts) · Law (Polygamy and the German Law, Islamic dress code and German public sphere) · Gender (Muslim women in secular society, Muslim homosexuals in Germany, forced marriages, Muslimas in women-houses)
· General (Islam and Muslims in Germany: a historical overview, Islamic Studies in Germany, Muslim-Christian families, Islamic food, Islamic public sphere, Adductions in Islam).

We expect to receive empirically grounded contributions, which are related to the on-going theoretical and up-to-date debates in the field of research. We invite you to send us an English paper outline of 300 to 500 words by January 31, 2005. The final versions of the articles should be available to the editors no later than May 31, 2005. Alternatively, we would be grateful for a further circulation of this call for papers among your colleagues.

In case of further questions, please do not hesitate to contact us: Ala Al-Hamarneh:
a.al-hamarneh@geo.uni-mainz.de, Joern Thielmann: j.thielmann@geo.uni-mainz.de, Centre for Research on the Arab World, University of Mainz

Un cordiale saluto,
Stefano Allievi e Daniela Melfa