Osservatorio Islam-Europa

a cura di Stefano Allievi e Daniela Melfa


12. aprile 2005

Carissimi,

per cominciare vi proponiamo alcuni articoli riguardanti la questione del velo in Gran Bretagna e Francia: il primo, Vince l'islamica difesa da Cherie di Enrico Franceschini, riguarda la vicenda di Shabina Begum, quindicenne originaria del Bangladesh, che, vincendo il ricorso in Corte d’Appello, ha avuto riconosciuto il diritto di indossare a scuola la jilbab, una tunica tradizionale; nel secondo, invece, Velo, espulse 47 studentesse di Anna Maria Merlo, si traccia un bilancio della legge sui simboli religiosi a un anno dalla sua approvazione.

Un articolo più approfondito, La tolleranza olandese alla prova dell'islam di Marie-Claire Cécilia (tratto da Le Monde diplomatique - Il Manifesto), riguarda, invece, la situazione olandese e, in particolare, l’evoluzione registratasi in seno alla società e nelle politiche legislative rispetto alla minoranza musulmana (attualmente composta da quasi un milione di persone, in prevalenza marocchini e turchi).

Un'altro avvenimento che merita di essere segnalato è l'appello lanciato da Tariq Ramadan per sospendere l'applicazione della legge penale sciaraitica nei paesi musulmani, e aprire un dibattito interno su questo tema. In allegato vi inviamo, dunque, il testo dell'appello e un articolo di Renzo Guolo pubblicati entrambi su La Repubblica.

La proposta di Tariq Ramadan appare interessante anzitutto per la collocazione specifica dell’intellettuale di origine egiziana, il quale dall’Europa (egli vive e lavora in Svizzera) si rivolge al mondo musulmano al fine di stimolare una riflessione ed evoluzione delle mentalità dall’interno. Come sottolinea Renzo Guolo, Ramadan è «consapevole che il “nuovo riformismo” non può nascere che nella nuova “Terra d’Islam”. […] È all’Islam occidentale […] che Ramadan affida il compito del rinnovamento». Un’iniziativa, dunque, che rinvia a quei molteplici processi di feedback attraverso cui possono essere letti i fenomeni migratori e che sarebbe stimolante, nel caso specifico, approfondire osservando, per esempio, attraverso la stampa le reazioni nei paesi musulmani. In questo senso vi rivolgiamo un invito a segnalarci eventuali articoli e commenti di cui siete a conoscenza.

Un altro passaggio importante del testo di Ramadan ci sembra quello in cui si parla di valori universali, e dunque comuni a diversi universi culturali e religiosi, il cui rispetto non è negoziabile (integrità della persona umana, uguaglianza dei diritti, rifiuto dei trattamenti degradanti, ecc). Si tratta di una questione fondamentale e, in verità, non risolta, o forse non risolvibile, come nota Olivier Tinland, di cui vi proponiamo l’articolo Des valeurs en conflit, apparso su Le Nouvel Observateur (aprile/maggio 2004) dedicato a Les nouveaux penseurs de l’islam.

Riguardo, poi, ai volumi usciti di recente, vorremmo segnalarvi il libro di Khalid Chaouki Salaam Italia, Aliberti Editore, che, pur non essendo un testo di carattere scientifico, appare interessante perché l'autore, nato a Casablanca nel 1983 e in Italia dal 1992, è una delle prime voci della seconda generazione. Chaouki è da tempo impegnato sul piano del dialogo interreligioso e ha assunto anche un ruolo attivo nell'ambito dell'associazionismo musulmano presiedendo per un certo tempo l'Associazione dei giovani musulmani.

Un altro testo che vi proponiamo è L'Europe avec ou sans la Turquie, di Semih Vaner e Deniz Akagül, Editions d'Organisation, di cui trovate di seguito una breve presentazione.

Infine, uno spazio per i prossimi appuntamenti (programmi, call for paper e altre informazioni sono in allegato):

I musulmani in mezzo a noi: quale modello di integrazione?, convegno organizzato a Ragusa dalla Facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Università di Catania il 29 aprile prossimo;
I cantieri del dialogo, un'iniziativa promossa dall'Associazione Villa Buri, di cui vi inviamo un appello e il programma dell'incontro che si terrà a Verona il 14-15 maggio 2005;
19° Convegno dell'Afemam: Muslims in Europe and Elsewhere - Others in Muslim Lands, Strasburgo, 7-9 luglio 2005;
Faith-based Radicalism: Christianity, Islam and Judaism between Constructive Activism and Destructive Fanaticism, University Centre St-Ignatius Antwerp (Belgium), 14 -25 settembre 2005.

Un cordiale saluto.

Stefano Allievi e Daniela Melfa

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L'Europe avec ou sans la Turquie

Ce livre présente les mécanismes, les enjeux et les répercussions de l'éventuelle adhésion de la Turquie à l'Union européenne. Il permet au lecteur de se faire une opinion personnelle sur cette question devenue polémique à l'approche du référendum.

Les auteurs analysent le débat suscité en France par la décision du Conseil européen d'ouvrir des négociations avec la Turquie à compter du 3 octobre 2005. Ils en abordent tous les angles: géographie, histoire, laïcité, démocratie, droits de l'Homme, Chypre, démographie, développement économique, etc. Ils montrent que ce débat est moins passionné dans les autres pays de l'Union européenne et au sein des institutions européennes. Ils précisent aussi le point de vue des Turcs. Ils donnent ensuite tous les éléments pour imaginer l'Europe avec ou sans la Turquie.

"Ces deux spécialistes, l'un des questions politiques, l'autre des questions économiques, connaissent intimement le monde turc et la problématique européenne, et ils savent en parler. [&] Le livre de Deniz Akagül et Semih Vaner fait oeuvre citoyenne, fournissant à ses lecteurs un dossier complet, aidant chacun à bâtir son opinion."
Extrait de la préface de Philippe Moreau Defarges
Ministre plénipotentiaire, chercheur à l'IFRI, codirecteur du RAMSES

Deniz Akagül, maître de conférences à la faculté des sciences économiques et sociales de l'université de Lille 1, s'est spécialisé sur l'économie turque et les relations entre l'Union européenne et la Turquie.
Semih Vaner, directeur de recherche au centre d'études et de recherches internationales de Sciences-Po, s'est spécialisé dans l'étude du système politique et des relations extérieures de la Turquie.