Osservatorio Islam-Europa

a cura di Stefano Allievi e Daniela Melfa


16. novembre 2005

Cari amici,

anzitutto ci scusiamo per avere riportato erroneamente, nel precedente numero dell'Osservatorio, la casa editrice del volume L'Islam possibile in Italia di Zahoor Ahmad Zargar e Renata Rusca Zargar: l'editore infatti, come ci ha segnalato Enrico Galoppini, è Bastogi di Foggia, e non Bastoni di Napoli.

Riguardo agli avvenimenti recenti che interessano l'islam in Europa vi proponiamo un articolo di cronaca sull'iniziativa del preside di una scuola di Milano che ha chiesto ai genitori musulmani di non lasciare i propri figli in mensa, durante il ramadan, se devono digiunare: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/10_Ottobre/12/saccai.html; a testimonianza invece di un islam che si inserisce senza tensioni nel tessuto sociale e culturale dell'Occidente, vi segnaliamo la vicenda della studentessa musulmana eletta Miss università nel Nord Carolina (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/10_Ottobre/14/miss.shtml), e una novità lanciata, nel campo della moda, da www.thehijabshop.com: l'hijab creato apposta per le lavoratrici Ikea.

In allegato trovate anche un articolo di Anais Ginori, Olanda, sfida alla paura dell'Islam, uscito su La Repubblica, in cui si fa il punto della situazione nel paese a un anno dal delitto di Theo Van Gogh sottolineando l'orientamento, ampiamente condiviso, verso politiche più severe in materia di immigrazione.

Vi invitiamo, inoltre, a leggere il documento "La comunità iraniana e le follie degli ayatollah", firmato da cittadini iraniani o italiani di origine iraniana in Italia che prendono le distanze dalle dichiarazioni su Israele del presidente Ahmadinejad. Il documento è reperibile sul sito http://www.arabiliberali.it/iraniani.html che cogliamo l'occasione per segnalare in quanto espressione della nuova èlite intellettuale araba, "nato per informare l'opinione pubblica italiana dell'esistenza delle sempre più numerose voci liberali in Medio Oriente - che l'Occidente ancora ignora - e delle loro battaglie contro gli estremisti religiosi".
Sulle reazioni più in generale degli iraniani vi proponiamo anche un articolo, tratto dall'interessante rubrica Oriente e Occidente del giornale La Stampa web, di Francesca Paci, Ma su Internet gli studenti si vergognano del "pasdaran", dove sono riportate una serie di opinioni espresse dai giovani iraniani attraverso i blog (http://www.lastampa.it/_WEB/_RUBRICHE/societa/default_paci.asp).

Riguardo poi ai libri usciti recentemente, vi segnaliamo i seguenti titoli:

La guerra dei simboli. Veli postcoloniali e retoriche sull'alterità

Annamaria Rivera
Edizioni Dedalo, 2005, € 14,00, pp.144.

Il «luogo etnografico» da cui parte la riflessione che si dipana nel volume è costituito da un'ampia analisi critica della controversia pubblica sul cosiddetto velo islamico, che in Francia è recentemente sfociata in una legge proibizionista. Il caso francese è comparato con l'analoga, seppur minore, contesa del velo che periodicamente in Italia attira l'attenzione dei mass media. A questo tema si ancora una profonda e brillante disamina delle dispute e delle retoriche intorno al rapporto con l'alterità. Sono perciò analizzate e decostruite la polemica contro il comunitarismo e il relativismo culturale, la dottrina dello «scontro di civiltà», la concezione delle culture come bunker simbolici dietro le quali si maschera l'egemonismo occidentalista. Per concepire un'universalità policentrica, fondata sull'uguaglianza, valida per tutti gli esseri umani - conclude l'autrice - occorre passare attraverso le pratiche negoziate della traduzione, dell'interpretazione, dello scambio fra culture diverse.

Un'anticipazione del volume è stata pubblicata da Liberazione: http://www.liberazione.it/giornale/051015/LB12D68C.asp

Le radici islamiche dell'Europa

Massimo Jevolella
Boroli Editore, 2005, € 18,00, 140 pp.

Verso l'anno Mille, mentre l'Occidente cristiano è immerso in una fase di profonda arretratezza che dura da cinque secoli, una possente ondata di civilizzazione, scienza e cultura proveniente dal mondo islamico comincia a riversarsi sull'Europa, strappandola dal sottosviluppo e proiettandola verso le conquiste dell'Umanesimo e della Rivoluzione scientifica del XVI e XVII secolo. Per questo è giusto affermare che l'Islam fa parte a pieno titolo delle nostre radici. Ispirato dalle esperienze vissute nel corso di alcuni viaggi tra gli splendori islamici dell'Andalusia e della Sicilia, l'autore racconta le fasi salienti di questo inestimabile "travaso di civiltà" attraverso una serie di episodi affascinanti e in parte quasi inediti.

La crisi dell'islam. Le radici dell'odio verso l'Occidente

Bernard Lewis
Mondadori, 2005, € 8,40, 166 pp.

Un percorso che risale alla radice dello scontro tra Islam e Occidente e che s'interroga sui motivi della radicale opposizione fra la comunità musulmana mondiale e la società industrializzata e sulle ragioni dell'ostilità dell'Islam radicale verso gli Stati Uniti. La nozione di "Jihad", ripercorsa attraverso i secoli, conosce progressivi aggiustamenti, passando da semplice proselitismo religioso a vera e propria dottrina morale e politica. Una ricostruzione che va dal crollo dell'Impero Ottomano, che segnò la fine dell'indipendenza dei paesi mediorientali e determinò una frammentazione del territorio del tutto estranea alla storia culturale dell'area, fino all'attuale sentimento di rivincita nei confronti degli Stati Uniti.

L'Italia di Allah. Storie di musulmani fra autoesclusione e desiderio di integrazione

Cristina Giudici
Bruno Mondadori, 2005, pp.138.

Solita donna col chador (neanche con l'hijab) in copertina, ma se non altro è colorato, ed è gia un passo in avanti. Il libro si apre con un ringraziamento a Giuliano Ferrara, il che forse in termini di equilibrio sulla questione islamica non è propriamente una garanzia. Il testo riporta comunque episodi e testimonianze raccolte dall'autrice. Si tratta di un testo di taglio giornalistico, privo di riferimenti e bibliografia, derivato infatti da un'inchiesta svolta per 'Il Foglio'.

Scontro di inciviltà. Italiani e musulmani: equivoci e pregiudizi

Nacéra Benali
Sperling e Kupfer, 2005, pp.312.

L'autrice è una giornalista algerina che da dieci anni vive in Italia. La quarta di copertina inizia con un riferimento alla rabbia e all'orgoglio, che evoca inconsapevoli echi fallaciani, ma si riferisce a quelli dei musulmani laici nei confronti del terrorismo islamista in Algeria, e il testo ha un'impostazione assai differente. Prefazione di Henri Teissier, vescovo di Algeri, e presentazioni di Soheib Bencheikh. Un testo di impianto soggettivistico, rivolto al grande pubblico, che parte da esempi di pregiudizio per riflettere sui medesimi, e che ha il merito di smontare alcuni esempi di lettura dell'islam tratti dalla stampa italiana, dal Corriere in giù.

Un cordiale saluto.

Stefano Allievi e Daniela Melfa