Osservatorio
Islam-Europa
a cura di Stefano Allievi e Daniela Melfa
18. febbraio 2006
Cari soci,
come sicuramente saprete, nel dicembre scorso è stata approvata
dal Parlamento italiano la legge relativa alla prevenzione e al divieto
delle pratiche di mutilazione genitale femminile. E' quasi superfluo
precisare che non si tratta di una pratica specificamente islamica,
ma poiché ne sono interessati anche alcuni paesi del mondo musulmano
e talvolta la religione risulta addirittura un importante fattore di
legittimazione, riteniamo che l'avvenimento meriti di essere segnalato
nel nostro Osservatorio. Per leggere il testo si veda:
http://www.parlamento.it/parlam/leggi/06007l.htm.
Segnaliamo inoltre sull'argomento il volume Ferite per sempre. Le mutilazioni
genitali femminili e la proposta del rito simbolico alternativo di Lucrezia
Catania e Abdulcadir Omar Hussen, con prefazione di Aldo Forbice e postfazione
di Jole Baldaro Verde (Derive Approdi, Roma 2005, pp. 232, € 15).
Di seguito trovate una breve presentazione, mentre ulteriori informazioni
sono reperibili sul sito:
http://www.deriveapprodi.org/estesa.php?id=230&stato=novita
L'infibulazione è una pratica dolorosa e controversa di cui
si è molto discusso negli ultimi anni e che suscita, in genere,
unanime condanna. La mutilazione dei genitali femminili è tuttavia
un fenomeno su larga scala che coinvolge quelle popolazioni migranti
che si vanno stabilendo in Italia. Anche la nostra opinione pubblica,
e con essa il nostro sistema sanitario, è così costretta
a un confronto su un problema che interpella il rispetto delle diversità
culturali e i valori dell'integrità fisica e psicologica delle
persone.
Abdulcadir Omar Hussen e Lucrezia Catania sono due medici impegnati
da trent'anni nella prevenzione e nella cura delle mutilazioni genitali
femminili. Per combattere efficacemente queste pratiche, diffuse anche
tra le migranti residenti in Italia, hanno avanzato la proposta di un
rito simbolico alternativo che ha suscitato un ampio e aspro dibattito.
Questo libro ricostruisce i presupposti antropologici e scientifici
che sono alla base di questa proposta. Inoltre, raccoglie una serie
di testimonianze dirette di donne che hanno subìto o scelto la
pratica dell'infibulazione.
Proseguendo con la rassegna stampa, degna di nota ci sembra la proposta,
avanzata in Canada, di decriminalizzare la poligamia, di fatto praticata
nel paese da una setta mormone dissidente e da pochi immigrati musulmani.
Sulla vicenda si può leggere l'articolo di Mathieu Perreault
su http://www.minorites.org/article.php?IDA=14414.
Sempre la pratica della poligamia è stata oggetto di discussione
in Francia dove diversi esponenti politici l'hanno additata come causa
possibile delle rivolte scoppiate nelle banlieues parigine. Vi proponiamo
su questo un articolo tratto da Le Monde: http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-706693,36-710615,0.html
Temi vicini al nostro ambito di interesse ha trattato recentemente la
rubrica di approfondimento di Repubblica, Diario. Segnaliamo in particolare
il numero dal titolo Madrasa del 17 gennaio scorso comprendente un articolo
di Khaled Fouad Allam e poi un'analisi di William Darlymple sul coinvolgimento
effettivo delle scuole coraniche nella fomazione dei terroristi (http://download.repubblica.it/pdf/diario/17012006.pdf).
Investe, invece, questioni legate alla storia, o meglio alla memoria
storica, il numero sulle Colonie pubblicato il 16 dicembre 2005 che
prende spunto dalla legge approvata dal parlamento francese secondo
cui nelle scuole deve essere insegnato "il ruolo positivo della
presenza francese d'oltremare". Riguardo in particolare alla storia
coloniale italiana, e alla memoria nazionale ambigua e parziale del
colonialismo, segnaliamo l'articolo di Nicola Labanca (http://download.repubblica.it/pdf/diario/16122005.pdf).
Ancora un articolo che vi suggeriamo è tratto da La nuova ecologia,
la rivista di Legambiente, e riguarda la stampa degli immigrati in Italia.
Tra le varie iniziative sono individuabili anche alcune testate che,
pur non avendo un contenuto religioso, sono riconducibili alla componente
musulmana (una rivista albanese, al-Maghrebiya...). Trovate
l'articolo in allegato.
Infine vi proponiamo una interessante testo - segnalatoci da Giorgio
Vercellin che ringraziamo - del giurista Nicola Colaianni a proposito
della recente istituzione della Consulta islamica da parte del ministro
Pisanu: La Consulta per l'Islam italiano: un caso di revisione strisciante
della Costituzione in
http://www.olir.it/areetematiche/85/documents/Colaianni_ConsultaIslam.pdf.
Riguardo alle pubblicazioni è da segnalare anzitutto il volume
curato da Silvio Ferrari Islam ed Europa. I simboli religiosi nei diritti
del Vecchio continente (Carocci, Roma 2006, pp. 192, € 15,60) di
cui vi proponiamo la presentazione, rinviandovi per visionare l'indice
e l'introduzione al sito http://www.carocci.it/carocci/servlet/LoadPageNet?page=32&init=sec&act=scheda&cod=3466.
Lislam, comè ormai noto, non è più
soltanto la seconda religione dItalia, ma anche dEuropa.
Nel vecchio continente, infatti, cristiani e musulmani tornano
a confrontarsi, anzi, a con-vivere dopo secoli di dialettico confronto.
Due mondi le cui identità si sono costruite, per lungo tempo,
in opposizione luna allaltra oggi si intersecano in comunità
plurali in cui nessuna religione, nessuna peculiare visione del mondo,
può pretendere dimporsi con la forza. La presenza dellislam
costituisce un importante banco di prova per il costituzionalismo europeo.
Fondata sul rispetto dei diritti delluomo, sulle garanzie ereditate
dal vecchio Stato liberale e rinsaldate dopo le catastrofi del Novecento,
sullapertura dello spazio pubblico alle istanze della società
civile e, sempre più, su un principio di laicità interpretato
come garante di un pluralismo che ha consentito alle confessioni religiose
di ri-manifestare tutta la loro vocazione politica, lEuropa deve
ora dimostrarsi capace di credere, per estenderle ad altri, nelle proprie
regole del gioco. Attraverso il prisma del velo musulmano, che tanto
ha fatto scrivere di sé, si vuole qui proporre unoccasione
per una riflessione più ampia in grado di offrire un contribuito
nella costruzione delle regole di una necessaria convivenza.
Sappiamo di fare un uso privatistico di pubbliche risorse. Ma non possiamo
esimerci poi dal segnalare, a mo' di pubblicità progresso, l'ultima
pubblicazione di uno dei curatori di questa rubrica, di cui alleghiamo
la presentazione: Stefano Allievi, Niente di personale, signora
Fallaci. Una trilogia alternativa, Aliberti Editore, Reggio Emilia
2006
Nati come reazione immediata ed emotiva allattentato terroristico
islamico dell11 settembre 2001, i libri di Oriana Fallaci si sono
trasformati in una specie di lunga e progressivamente sempre più
radicalizzata dichiarazione di guerra: una guerra a tutto campo contro
lislam.
Il suo successo è stato, in Italia, un caso editoriale senza
precedenti. Che ha invelenito il clima culturale, intellettuale e persino
religioso del nostro paese, influenzando pesantemente anche il dibattito
politico: ai testi di Oriana Fallaci si richiamano singoli uomini politici,
incluse alcune tra le maggiori cariche istituzionali, e interi partiti.
I testi qui raccolti, nati come risposte ai tre libri della trilogia
fallaciana, vogliono proporre un approccio diverso, anzi opposto: lucidamente
critico e autocritico, e altrettanto coraggiosamente provocatorio.
Non una cieca rabbia e un mal riposto orgoglio, non ragioni senza forza
e forze senza ragione, non levocazione di una apocalisse inesistente,
ma una osservazione ravvicinata della realtà islamica, come pure
delle nostre reazioni e delle nostre paure, e delle pulsioni profonde
e talvolta inconfessabili che stanno nelluniverso islamico come
in quello occidentale.
In tempi drammatici come quelli che attraversiamo, non è con
unindifferenziata chiamata alle armi, capace solo di produrre
nuovi nemici, che si risolvono i problemi posti dal terrorismo islamico,
e in generale dalla presenza dellislam in Europa.
Questo libro si rivolge ai lettori di Oriana Fallaci, cercando di proporre
loro un modo diverso di leggere gli stessi problemi, e a coloro che
dai suoi libri sono rimasti invece offesi e scandalizzati, o si sono
sentiti anche solo critici nei suoi confronti, ma faticano a trovare
gli argomenti per rispondere.
Scritto da uno dei massimi esperti della presenza islamica in Europa
e nel nostro paese, osservatore attento ed informato di una realtà
di cui troppi parlano senza averne esperienza diretta, con allattivo
un quindicennio di ricerche e pubblicazioni in diverse lingue e paesi
europei, è una informatissima critica alluniverso fallaciano,
e unalternativa competente alle chiavi di lettura da lei proposte.
Scriverlo era mio dovere, ha detto Oriana Fallaci. Risponderle
è il mio, ribatte lautore.
Un cordiale saluto.
Stefano Allievi e Daniela Melfa
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