Osservatorio Islam-Europa

a cura di Stefano Allievi e Daniela Melfa


19. marzo 2006

 

Carissimi,

in questo numero dell'Osservatorio vorremmo anzitutto dare spazio alle reazioni che hanno fatto seguito alla pubblicazione delle vignette sul profeta Muhammad. Vi proponiamo, per cominciare, il verbale di un'assemblea dei dirigenti delle maggiori associazioni islamiche in Italia, tenutasi il 12 febbraio scorso, reperibile alla pagina http://www.islam-ucoii.it/assvign.htm#Sarà.

Altri documenti di parte islamica sono consultabili sempre sul sito dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII), http://www.islam-ucoii.it/vignette.htm.

Significativo ci è parso poi un articolo di Vauro, La satira non è cosa da virili e coraggiosi soldati ma da allegri e scanzonati disertori, che vi riproponiamo: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=4613.

Sulla tensione tra Italia e Libia scatenata dalla provocazione di Roberto Calderoli, suggeriamo invece Diario di Repubblica del 7 marzo, dedicato proprio alla Libia (http://download.repubblica.it/pdf/diario/07032006.pdf), e in particolare l'articolo di Guido Rampoldi, La ferita mai rimarginata, in cui si sottolineano alcune ragioni più specificamente interne (successione alla leadership, disagio socio-economico diffuso...) sottostanti ai fatti di Bengasi.

Un'unanime condanna delle vignette satiriche, ma anche delle violenze successive, è poi venuta dalla Consulta per l'Islam italiano durante la prima riunione convocata l'8 febbraio scorso. Il comunicato stampa è reperibile sul sito del Ministero dell'Interno: http://www.interno.it/stampa.php?sezione=8&id=961.

In merito ancora ai lavori della Consulta, vi proponiamo un articolo di cronaca di Repubblica, L'Ucoii chiede alla Consulta l'ora di religione islamica (http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/esteri/vignette3/consultisla/consultisla.html) e un articolo di fondo di Renzo Guolo, La censura multiculturale, che trovate in allegato.

Altra vicenda di cui ci limitiamo a dare la notizia è la condanna a sette anni di carcere dell'imam Abu Hamza al-Masri, ex responsabile della moschea di Finsbury Park, nel nord di Londra, colpevole di istigazione all'odio e all'omicidio (http://www.guardian.co.uk/terrorism/story/0,12780,1684364,00.html).

Parecchio discussa è anche la figura del figlio di Abu Hamza, musicista rap, in merito al quale vi suggeriamo una curiosa intervista pubblicata da The sun: http://www.thesun.co.uk/article/0,,2-2006090572,00.html.

Riguardo infine alle pubblicazioni segnaliamo:

1) Farian Sabahi

Islam: L'identità inquieta dell'Europa

Viaggio tra i musulmani d'Occidente

Il Saggiatore, Milano 2006, Collana Terre/idee, pp. 328, € 17,50

«Sono figlia di un musulmano. Mio padre non mi ha fatto mai mettere il velo. Né a me, né a mia madre. Nemmeno alle mie zie iraniane che negli anni Settanta seguivano la moda italiana e francese, avevano le unghie laccate di rosso e pettinature che imitavano le dive del cinema. A impormi il velo per la prima volta sono stati gli ayatollah iraniani nel 1997, quando sono andata a trovare la nonna paterna molti anni dopo la Rivoluzione».

Inizia così, con una riflessione personale, il viaggio di Farian Sabahi nelle moschee d’Europa. Globalmente visibile soltanto da una decina d’anni, l’Islam è parte della storia d’Europa fin dall’ottavo secolo. Oltre ai contatti politici e religiosi, e agli scontri militari, l’Islam ha contribuito allo sviluppo delle arti e delle scienze. Il passato recente è purtroppo segnato da minor gloria: dopo l’élite giunta per motivi di studio negli anni Sessanta, nei decenni successivi sono stati milioni i musulmani che hanno raggiunto l’Europa in cerca di lavoro, oppure in fuga da regimi autoritari.

Questo libro racconta un viaggio tra le comunità musulmane d’Europa, nato da un’inchiesta pubblicata sulle pagine di cultura del Sole 24 Ore. Nata e cresciuta in Italia da madre piemontese e padre iraniano, Farian Sabahi è potuta entrare nelle moschee a intervistare i fedeli, cui ha voluto dare voce. Emerge come l’Europa offra ai musulmani l’opportunità di vivere la propria fede in una società democratica e laica. Non sempre, però, quest’opportunità è colta dagli immigrati, alle prese con la quotidianità e con le difficoltà nell’affrontare usi e costumi diversi.

L'iraniana Farian Sabahi è nata e cresciuta in Italia. Già docente di Storia dell'Iran contemporaneo all'Università di Ginevra, ora insegna all'Università Bocconi di Milano. Collabora a diversi giornali e radio europei. Ha scritto Storia dell'Iran (Bruno Mondadori).

2) Gilles Kepel

Il profeta e il faraone
I Fratelli musulmani alle origini del movimento islamista

trad. di F. Galimberti

Laterza, Roma-Bari 2006, Collana Storia e Società, pp. 264, € 18,00

In breve
«Gli islamisti egiziani rappresentano ancora, settant’anni dopo la fondazione dei Fratelli musulmani e vent’anni dopo l’uccisione del ‘Faraone’ Sadat, uno dei cardini del movimento islamista mondiale. Anche se hanno dovuto far fronte alla concorrenza ideologica delle loro controparti dell’Asia sudorientale o della penisola arabica, sono un gruppo con cui fare i conti: le lezioni che si possono ricavare sulle rive del Nilo possono aiutarci a decifrare che cosa succede nel nome dell’islam nel mondo di inizio XXI secolo, cominciato a New York una luminosa mattina di settembre.» Questa la tesi forte di Gilles Kepel che con mano sapiente traccia la storia delle radici ideologiche e religiose dell’odierno radicalismo islamico.

Indice
Prefazione. Vent’anni dopo – Introduzione. Viaggio al termine dell’islam – I. Da una «prova» all’altra. 1954-1966 – II. «Pietre miliari» – III. La società dei musulmani – IV. «Al-Da‘wa», legalisti loro malgrado – V. L’avanguardia della «Umma» – VI. La predicazione dello «shaykh» Kishk – VII. Assassinare Faraone – Conclusione – Cronologia – Fonti e bibliografia – Indice analitico

3) Francesca Decimo e Giuseppe Sciortino (a cura di)

Reti migranti

Il Mulino, Bologna 2006, Ricerche e studi dell'Ist. C. Cattaneo, pp. 320, € 18,00

Il volume, di imminente uscita, è il IV volume della serie Stranieri in Italia. In allegato vi inviamo il call for papers relativo al prossimo volume la cui scadenza è prevista per il 5 maggio 2006.


Un cordiale saluto.

Stefano Allievi e Daniela Melfa