Osservatorio
Islam-Europa
a cura di Stefano Allievi, Daniela Melfa e Gennaro Gervasio
20. luglio 2006
Carissimi,
prima di concederci anche noi una pausa nel mese di agosto, vi inviamo
questo numero dell'Osservatorio annunciandovi anzitutto una novità:
da ora in poi, infatti, sarà coinvolto nella redazione dell'Osservatorio
anche Gennaro Gervasio, dell'Università di Bristol, che si occupa
in particolare di radicalizzazione dei musulmani europei, dibattito
intraislamico nella diaspora, islam politico transnazionale e impatto
delle politiche europee antiterrorismo sulle comunità islamiche.
Per cominciare, vi proponiamo come di consueto alcuni brevi articoli:
il primo è tratto da L'Humanité e riguarda l'aggressione
a Berlino di Giyasettin Sayan, un deputato regionale di origine turca
(http://www.humanite.presse.fr/journal/2006-06-02/2006-06-02-830929);
il secondo invece di ANSAmed è relativo all'iniziativa di creare
in Italia istituzioni e servizi bancari compatibili con i precetti islamici
(http://www.ildialogo.org/islam/primosicav28062006.htm).
Segnaliamo poi un articolo di Paul Rogers The threads of war, uscito
il 6 luglio scorso su openDemocracy.net, dedicato ai musulmani britannici
a un anno dagli attentati del luglio 2005: http://www.opendemocracy.net/themes/article.jsp?id=2&articleId=3713.
Diamo poi spazio all'appello di Tariq Ramadan, rivolto ai musulmani
europei e ai loro concittadini, in cui l'intellettuale propone, per
arginare la paura crescente, una revolution of trust and confidence:
i musulmani non devono - scrive - tirarsi indietro dal dibattito pubblico
e isolarsi, ma incontrare i loro concittadini e rassicurarli. Il testo
AN APPEAL TO THE WESTERN MUSLIMS, AND THEIR FELLOW CITIZENS, pubblicato
il 7 luglio 2006, è reperibile sul sito http://www.tariqramadan.com/article.php3?id_article=743&lang=en.
La crescita di stereotipi e diffidenza tra musulmani e occidentali viene
rilevata anche nel recente rapporto del Pew Global Attitudes Project
di Washington, The Great Divide: How Westerners and Muslims View Each
Other che è consultabile sul sito: http://pewglobal.org/reports/display.php?ReportID=253.
Segnaliamo ancora due importanti documenti, relativi stavolta alle operazioni
di extraordinary rendition, recentemente adottati a livello europeo:
il rapporto di Dick Marty (http://www.coe.org.pl/Marty.pdf)
e la risoluzione approvata dal Consiglio d'Europa (http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/AdoptedText/ta06/Eres1507.htm);
quindi la relazione della Commission temporaire sur l'utilisation alléguée
de pays européens par la CIA pour le transport et la détention
illégale de prisonniers approvata dal Parlamento europeo (http://www.apt.ch/secret_detention/EP.interim.report.04.06.pdf).
Tra le pubblicazioni recenti vi proponiamo il testo curato da Tariq
Modood, Anna Triandafyllidou e Ricard Zapata-Barrero, Multiculturalism,
Muslims and Citizenship: A European Approach. Sul sito della casa editrice
trovate maggiori informazioni:
http://www.routledge.com/shopping_cart/products/product_detail.asp?curTab=DESCRIPTION&id=&parent_id=&sku=&isbn=0415355141&pc=
Riguardo ai prossimi appuntamenti, vi informiamo di un'iniziativa che
si terrà a Villa Cagnola di Gazzada (Varese) dal 5 al 9 settembre:
STORIA RELIGIOSA DELL'ISLAM NEI BALCANI
Presentazione dell'iniziativa
http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=480260
Locandina
http://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/esy/objects/docs/480274/LocandinaIslam.pdf
A conclusione di questo numero, aggiungiamo un breve e personale ricordo
del prof. Francesco Castro scritto da Stefano Allievi.
Un caro saluto a tutti.
Stefano Allievi, Daniela Melfa e Gennaro Gervasio
--------------------------------------------------------------------------------
Morte del prof. Francesco Castro
"Vorrei approfittare del nostro bollettino per ricordare Francesco
Castro anche personalmente.
Per quanto lavorassimo in aree disciplinari diverse - o, per essere
precisi, all'epoca in cui ci siamo conosciuti io non ne avessi ancora
una di riferimento - devo a Francesco, per molti versi, il mio successivo
ingresso all'università. Non per motivi concorsuali: ma, molto
più importante per me, grazie al suo incoraggiamento e alla sua
stima.
Nei primi anni '90 avevo scritto, con Felice Dassetto, il mio primo
libro sull'islam in Italia ("Il ritorno dell'islam"). Libro
che piacque a Francesco, che mi invitò a presentarlo nel corso
di un convegno all'Istituto per l'Oriente. Da allora, ho potuto contare
sul suo supporto e la sua stima, e soprattutto sulla sua insistenza
nel convincermi a intraprendere la carriera universitaria.
Fu lui, quando ancora non avevo elaborato alcun preciso interesse professionale
in questa direzione, a spingermi per partecipare ai concorsi di dottorato,
persino sollecitandomi prima delle scadenze, indirizzandomi alla lettura
della 'Gazzetta Ufficiale', avvisandomi della tempistica: prendendo
cioè a cuore una 'causa' non sua, senza nulla averne da guadagnare,
per gratuito altruismo.
Io poi, oltre ai concorsi verso i quali lui mi indirizzava, mi iscrissi
anche a quelli di Sociologia, più consoni alla mia preparazione,
partecipai e vinsi al primo tentativo, e da allora ho cominciato un
minimo di carriera come sociologo esperto di questioni legate alla presenza
islamica in Europa. Ma, senza quella spinta iniziale, non sarei arrivato
dove sono adesso.
Dopo di allora, ho potuto incontrare Francesco in qualche occasionale
visita a Roma, presso l'Istituto, come amico, e nel corso di convegni,
conferenze e corsi, a cui talvolta ci invitavamo reciprocamente, come
collega, pubblicando anche qualcosa insieme, qua e là.
Ma se, appunto, colleghi siamo diventati, pur nella differenza di ruolo
e di importanza, è stato perché persone come Francesco,
senza chiedere né volere nulla in cambio, mi hanno davvero aiutato,
spinto, motivato nei miei per nulla scontati inizi.
So che Francesco ha fatto lo stesso con molte altre persone. E proprio
per questo, in momenti in cui nell'università e fuori è
sempre meno facile incontrare dei galantuomini, mi fa piacere ricordarlo
personalmente in questo suo aspetto: nella generosità, nel gratuito
spendersi per aiutare altri, più giovani, a capire e a intraprendere
un cammino che era anche vocazione professionale.
Buon proseguimento, Francesco. Buon viaggio"
Stefano Allievi