Osservatorio Islam-Europa

a cura di Stefano Allievi, Daniela Melfa e Gennaro Gervasio


23. aprile 2007


Cari soci,

iniziamo questo numero dell'Osservatorio dando spazio a quanto successo a Napoli in occasione del Convegno Dare voce all'Islam democratico, organizzato il 23 e 24 febbraio scorso dall'Università “L'Orientale”, la Fondazione Mediterraneo e il centro Prince Alwaleed Bin Talal per il dialogo islamo-cristiano dell'Università Georgetown di Washington. La partecipazione di Rachid Ghannouchi ha infatti suscitato una dura polemica da parte di Magdi Allam sulle pagine del Corriere della Sera e poi il divieto per il leader di an-Nahda di entrare in Italia. Oltre ai comunicati Ansa relativi alla vicenda (che trovate in allegato), rimandiamo a un'ampia rassegna stampa consultabile sul sito: http://meiad.org/press.

Segnaliamo poi le recenti dichiarazioni del ministro dell'educazione britannico Philips sul divieto per le studentesse musulmane di indossare il velo integrale (niqab, non il semplice hijab), e le conseguenti reazioni delle comunità islamiche in Gran Bretagna. Vi rinviamo in proposito a un editoriale apparso sul Guardian: http://education.guardian.co.uk/schools/story/0,,2038239,00.html, e
a un articolo, sempre dello stesso quotidiano, che illustra le variegate reazioni dell'ancora più varia galassia dell'islam britannico:
http://www.guardian.co.uk/religion/Story/0,,2038485,00.html

Una notizia importante ci sembra ancora la sentenza di assoluzione in Francia del giornalista Philippe Val accusato di razzismo per avere pubblicato, su Charlie Hebdo, le vignette su Muhammad. Molto interessante l'articolo di Francesco Merlo, La Francia assolve le vignette sull'Islam, che trovate in allegato.

Nell'articolo di Francesco Merlo si fa cenno a un'altra vicenda meritevole di attenzione: in Germania a una donna marocchina non è stato concesso il divorzio perché secondo il giudice picchiare la moglie non è contrario al Corano. Qualche dettaglio in più sulla vicenda lo trovate nel sito: http://www.donne-oggi.it/archives/0003776.html.

Sempre in merito alle vicende giudiziarie che riguardano il mondo musulmano e dintorni, vi informiamo anzitutto che la procura di Roma ha avviato un'indagine sui vertici dell'UCOII, Hamza Piccardo e Nour Dachan, per incitamento all’odio religioso e razziale e, inoltre, che Stefano Allievi è stato condannato in primo grado per diffamazione aggravata a mezzo stampa (sei mesi, oltre una pena pecuniaria di tremila euro).

A questo riguardo vi invitiamo a consultare il sito http://213.215.194.151/petition_allievi/ dove trovate l'appello di solidarietà, che è ancora possibile sottoscrivere, e una serie di interventi. Un sito di discussione sul tema è invece www.dominiopubblico.it, dove è reperibile anche il testo 'incriminato'. Segnaliamo che la condanna ha suscitato importanti sostegni anche dall'estero, così come la solidarietà di molti musulmani di cui vi inviamo in allegato firme e dichiarazioni.

Passando a un altro argomento, segnaliamo un'intervista di Giovanni Venezia ad Antonino Cusumano, autore de Il ritorno infelice. I tunisini in Sicilia: http://www.ilpungolo.com/leggi-tutto.asp?IDS=6&NWS=NWS4490. Nell'intervista che è centrata su Mazara del Vallo (Mazara, una città sdraiata in un perenne presente) Cusumano sottolinea diversi aspetti interessanti riguardanti l'immigrazione nella città: diminuzione dei flussi migratori e crescita esponenziale del numero di minori, mancanza di dibattito pubblico sul tema dell'immigrazione, separatezza alimentata non dall'appartenenza religiosa ma dalle condizioni socio-economiche, imprenditorialità etnica nel centro storico e acquisto di case da parte di tunisini nella medina.

Infine, trovate in allegato una recensione del film Indigènes di Rachid Bouchareb scritta da David Bond dell'Institut des Belles Lettres Arabes di Tunisi.

Un cordiale saluto.

Stefano Allievi, Daniela Melfa e Gennaro Gervasio