Osservatorio Islam-Europa

a cura di Stefano Allievi, Daniela Melfa e Gennaro Gervasio


25. novembre 2007

Carissimi,

riprendiamo dopo la lunga pausa estiva con un numero più corposo dell'Osservatorio Islam/Europa.

Per iniziare, vi segnaliamo alcuni numeri di ResetDOC usciti nei mesi scorsi.

Il primo, Magdi Allam e le ragioni di Reset (http://www.resetdoc .org/IT/Magdi- Reset.php), riguarda il dibattito suscitato dalle accuse di collusione irresponsabile con le "ideologie di morte" rivolte da Magdi Allam ad alcuni studiosi.

Sempre ResetDOC ha dato spazio alla discussione intorno alla figura di Tariq Ramadan che ha visto per protagonisti Ian Buruma, Ayaan Hirsi Ali, Timothy Garton Ash e Pascal Bruckner. Una sintesi del dibattito è offerta da Daniele Castellani Perelli in Ian Buruma, l’Euroislam e i fondamentalisti dell’Illuminismo (http://www.resetdoc .org/IT/Buruma- dibattito. php).

Infine, ResetDOC ha dedicato un dossier alla questione delle moschee: Moschee proibite (http://www.resetdoc .org/IT/Moschee- proibite. php). Il dibattito si è acceso in particolare in seguito alla proposta del sindaco di Bologna, Cofferati, di coinvolgere i cittadini nella decisione di costruire una moschea e in seguito a quanto avvenuto nella città di Genova. In merito a quest'ultimo caso si vedano, per il punto di vista della diocesi, i seguenti links: http://www.diocesi.genova.it/documenti. php?idd=540; http://www.diocesi.genova.it/documenti.php?idd=1556&PHPSESSID=b1515a30d f189a.

Nel quadro della rassegna stampa vi segnaliamo:

1. due articoli di Martin Amis usciti su La Repubblica: Se in Europa nascono sempre più figli dell'Islam del 28/06/2007 e Perché i relitti ideologici mi accusano di islamofobia del 13/10/2007 (in allegato trovate i testi). Il secondo è una risposta all'articolo di Yasmin Alibhai-Brown: Why are we Muslims so self-destructive? pubblicato da The indipendent e reperibilie al sito: http://www.arabnews.com/?page=7&section=0&article=101678&d=25&m=9&y=2007.
Interessanti non sono tanto le opinioni, alquanto islamofobiche, di Martin Amis ma il fatto che un giornale come La Repubblica vi abbia dato tanto risalto mettendole in prima pagina.

2. due articoli sugli attentati dell’11 marzo 2004 a Madrid:

¿Por qué no se conoce la autoría intelectual del 11-M?, di Javier Jordán

Uno de los aspectos más destacados de la sentencia del 11-M ha sido la incapacidad para determinar la autoría intelectual de los atentados, y la consiguiente exculpación en ese sentido de los presuntos cerebros de la matanza: Yousef Belhadj, Hassan El Haski y Rabei Osman El Sayed. Sin embargo, la incógnita sobre la autoría intelectual del 11-M no es en absoluto una sorpresa. Este Assessment analiza por qué no resulta factible determinar con precisión dicha autoría.

http://www.athenain telligence.org/a6.pdf

Justice in Madrid : the “11M” verdict, di Fred Halliday, da OpenDemocracy

The trial of those accused of the Atocha train bombings leaves Spain polarised and with many questions unanswered, finds Fred Halliday in Madrid .

http://feedblitz.com/r.asp? l=25631625&f=201210&u=4562555

3. un articolo riguardante il dibattito su Islam e laicità:

Secularism confronts Islam, di Olivier Roy. Da OpenDemocracy

The vigorous debate about Muslims in Europe and their relationship to the west's understanding of itself needs to be informed by an understanding of history's duality and the present's fluidity, says Olivier Roy.

http://www.opendemo cracy.net/ article/faith_ideas/europe_islam/islam_secularism

Da segnalare ci sembra poi la lettera inviata il 14 ottobre scorso da 138 autorità musulmane al Papa e altre personalità della chiesa. Per una presentazione sintetica dell'iniziativa, si veda l'articolo del Guardian reperibile in http://www.guardian.co.uk/religion/Story/0,,2188742,00.html, mentre il testo della lettera si trova in http://www.acommonw ord.com/index.php?lang=en&page=option1.

Vi invitiamo ancora a visitare il sito http://www.ssc. unict.it/ sisp2007/ index.php? option=com_ content&task=view&id=69&Itemid=99 dove potete trovare i papers, molti dei quali toccano temi di nostro interesse, presentati al convegno della Società Italiana di Scienza Politica (SISP) dello scorso settembre nel panel organizzato da Renzo Guolo e Luca Ozzano Politica e religione nel mondo contemporaneo.

Quanto alle pubblicazioni segnaliamo:

1. Jytte Klausen, The Islamic Challenge: Politics and Religion in Western Europe, Oxford , Oxford University Press, Novembre 2007

Indice:

Introduction: Islam in Europe ;

Europe 's New Muslim Political Elite;

How do Muslim Leaders see the Problems?;

Belief and Politics;

From Conflict to Culture War;

Christian and Muslim Europe ;

Sexual Politics and Multiculturalism;

Conclusion: Liberal Muslims and the Emergence of European Islam;

Methodological Appendix;

Bibliography

2. Robert Castel: La discrimination négative. Citoyens ou indigènes? Seuil/La République des idées, 144 p., 11,50 €

Vi informiamo poi dell’apertura di una casa editrice in lingua araba: Sharq/Gharb su cui trovate informazioni più dettagliate di seguito.

Infine, tra i prossimi appuntamenti, in allegato trovate l’invito al seminario Diritto, modernizzazione e libertà. Un incontro tra mondo islamico e Occidente?, che si terrà a Catania il 22 e 23 novembre.

Un cordiale saluto,

Stefano Allievi, Daniela Melfa e Gennaro Gervasio


Sharq/Gharb

Nasce la prima casa editrice italiana in lingua araba

1979 – Nasce a Roma la casa editrice Edizioni E/O

2005 – Nasce a New York la filiale americana Europa Editions

2007 – Nasce a Roma la filiale araba Sharq/Gharb

Tre progetti editoriali e un solo obiettivo: creare ponti tra i popoli attraverso la letteratura.

Dopo quasi trent’anni di esperienza in Italia e dopo essere da poco sbarcate negli Stati Uniti con il marchio Europa Editions, continua l’avventura delle Edizioni E/O, sempre volte a creare ponti e aperture nelle frontiere letterarie per stimolare il dialogo tra le diverse culture.

Nasce in questi giorni Sharq/Gharb (in italiano, Est/Ovest), la prima casa editrice italiana che pubblica in arabo. Alla base di questa nuova esperienza c’è l’esigenza di stabilire un contatto diretto tra l’Europa e il mondo arabo, tra scrittori e lettori arabi ed europei, in entrambe le direzioni.

Troppo spesso, ancora oggi, la letteratura italiana arriva nei paesi di lingua araba attraverso traduzioni di seconda mano, che partono da versioni francesi o inglesi degli originali italiani: il caso più eclatante è forse quello dell’ultima traduzione della Divina Commedia in arabo, finanziata dall’Unesco e tradotta a partire da una versione francese.

Nel mondo arabo molti validi scrittori attendono di poter pubblicare le proprie opere in arabo e di essere tradotti senza doversi piegare alle limitazioni della censura o alle difficoltà editoriali nei loro paesi.

È per dare una risposta a queste esigenze che nasce Sharq/Gharb.

L’impresa è guidata da Sandro Ferri, fondatore e direttore delle Edizioni E/O e di Europa Editions, affiancato da Amara Lakhous, scrittore algerino (autore di Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, Edizioni E/O, 2006) da oltre dieci anni in Italia. Ad Amara Lakhous spetta il prezioso compito di mediatore bilingue tra mondo italiano e mondo arabo.

L’avventura editoriale di Sharq/Gharb si apre con la traduzione in arabo dei Giorni dell’abbandono di Elena Ferrante, cui seguirà la traduzione di Un borghese piccolo piccolo di Vincenzo Cerami: due libri di grande attualità, le cui storie metropolitane si svolgono in città italiane ma potrebbero tranquillamente avere come sfondo il Cairo, Damasco, Tunisi o Algeri.

Ma al centro della produzione di Sharq/Gharb non ci saranno soltanto le traduzioni dall’italiano: la casa editrice punta a portare nel mondo arabo il meglio della letteratura europea, analogamente a quanto sta già facendo Europa Editions negli Stati Uniti.

E il mercato su cui saranno posti in vendita i libri della casa editrice non sarà solo quello del mondo arabo: i titoli di Sharq/Gharb saranno distribuiti anche nelle principali città italiane ed europee.

La presentazione ufficiale della casa editrice avrà a luogo in due momenti e luoghi diversi, a Roma e ad Algeri.

La presentazione romana si terrà il 29 ottobre alle 18 presso Papyrus Café, in via de’ Lucchesi 28 (vicino a Fontana di Trevi).

Interverranno:

Sandro Ferri – editore Edizioni E/O, Europa Editions, Sharq/Gharb

Vincenzo Cerami – scrittore, autore di Un borghese piccolo piccolo, prossimamente tradotto in arabo

Alessandro Masi – segretario generale della Società Dante Alighieri

Chirine Haidar – traduttrice in arabo dei Giorni dell’abbandono

Amara Lakhous – direttore editoriale Sharq/Gharb

Ad Algeri Sharq/Gharb sarà presentata in occasione del XII Salon International du Livre d’Alger, dal 31 ottobre al 9 novembre 2007, Palais des Expositions – Pins Maritimes. La scelta del Salone di Algeri non è casuale, perché quest’anno Algeri è la Capitale della Cultura Araba.

Per informazioni

Anita Pietra e Ester Hueting
ufficio stampa
Edizioni E/O
Via Camozzi, 1
00195 Roma
Tel. 06 3722829
Fax 06 37351096


La Repubblica
13.10.2007
Chi sono i veri razzisti e come si difende l'islam moderato
l'opinione di Martin Amis

Testata: La Repubblica
Data: 13 ottobre 2007
Pagina: 1
Autore: Martin Amis
Titolo: «Perchè i relitti ideologici mi accusano di islamofobia»

REPUBBLICA di oggi, 13/10/2007, a pag.1-27, pubblica un articolo dello scrittore inglese Martin Amis in risposta all'accusa di razzismo. titolo "Perchè i relitti ideologici mi accusano di islamofobia". Eccolo:

Con questa lettera a Yasmin Alibhai-Brown,opinionista dell´Independent, Martin Amis replica alle accuse di islamofobia che gli sono state rivolte in Inghilterra.

Cara Yasmin, mi ricordo di quei drinks che ci siamo bevuti al Cheltenham Festival lo scorso anno, noi quattro da soli, tu e tuo marito, io e mia moglie. (Tu ti eri gustata un Ribena, se ricordo bene, mentre io mi ero indirizzato su un robusto scotch). Quella sera rivelasti, tra le altre cose, che eri sciita; e la minoranza sciita, per come la intendo io, rappresenta il volto più sognante e poetico dell´islam, il più rilassato e spazioso (tollerante, ad esempio delle rappresentazioni della forma umana), il più spirituale (nel senso generale della parola), contrariamente ai sunniti, il cui approccio è notoriamente più rigido e più legalistico.
Eagleton, Yasmin, ha una cattedra all´Università di Manchester, dove di recente ho iniziato a lavorare con grande piacere, ed è un uomo che appartiene a un genere ridondante ma familiare: un relitto ideologico, incapace di alzarsi dal letto la mattina senza la duplice assistenza di Dio e di Marx. Ancora più rimarchevole è il fatto che combina un´ostilità di prammatica a un´indifferenza quasi nevrotica alla verità: quanto a verifica di ciò che dice è un autentico imbarazzo, a esser franchi, per la professione accademica. Ma la sua umana esigenza è abbastanza semplice: vuole che sia dedicata attenzione alla sua moralistica convinzione di essere nel giusto (il giusto è il suo specifico marchio di vanità).

Correggere le distorsioni di Eagleton è una faccenda noiosa, ma tale è il lavoro che mi costringe a fare. Le misure antislamiche che io, dice lui, «raccomando», le ho appena adombrate, non «in un saggio» («lui scrive», «scrive Amis»: ognuna di queste è una falsità), ma in una lunga intervista con la stampa. Era un esperimento del pensiero, o un esperimento dell´umore, e le mie osservazioni erano precedute da quanto segue: «C´è un forte impulso – lei non lo avverte? – a dire… [ecc. ecc.]». Io ho avvertito questo impulso, per un giorno o due. Il mio umore, lo ammetto, era tetro (quanto desideravo, Yasmin, la tua mano consolatrice sulla mia fronte!).

Altri due fattori depressivi entravano in gioco. Almeno uno degli aspiranti assassini di massa si era preso il fastidio di convertirsi all´Islam, indizio che il virus sterminatore era sul punto di mutare, come l´influenza aviaria. E sono sicuro che tu ricordi, Yasmin, che ai passeggeri in viaggio su quella tratta, per un tragitto lungo otto ore, venne improvvisamente proibito di portarsi a bordo libri, un´eclatante vittoria simbolica per le forze dell´ignoranza, dell´antiumorismo, dell´interpretazione letterale, della noia e dell´infelicità.

Quell´umore, tuttavia, quell´«impulso» ritorsivo evaporò ben presto, e tornai a sentire che dobbiamo, è ovvio, costruire tutti i ponti che possiamo tra noi e la maggioranza dei musulmani, che sappiamo essere moderata. Moderata, e muta. Questo mutismo forse si spiega facilmente. Nella Spagna del XV secolo, pochi, mi immagino, proclamavano apertamente che l´Inquisizione si era spinta troppo in là. Gli estremisti, per il momento, hanno il monopolio della violenza, dell´intimidazione e della convinzione di essere nel giusto. Nel contempo, non voglio sottoporti a perquisizione corporale, Yasmin, o fare qualsiasi altra cosa che offenda, o anche sorprenda momentaneamente, la tua dignità, o quella di qualsiasi altro musulmano irenista.

Gente come Eagleton è la cosa più vicina che abbiamo ai «mullah di ferro»: lui, in altre parole, è un fustigatore e un agitatore illuso. Recentemente ha fatto un lavoro analogo al mio vecchio compare sir Salman Rushdie; e l´alterco montato in fretta e furia è finito con inefficaci scuse da quel di Manchester. Non so, o non ricordo, quale fosse la tua opinione sull´istituto del cavalierato. Mio padre (anch´egli diffamato svogliatamente e con poca originalità da Eagleton), disse, quando fu nominato lui baronetto: «Non è troppo poco, ma è troppo tardi». Una ricompensa anacronistica, forse, anche se pienamente meritata dall´autore dell´esuberante Shalimar il clown. La «tempesta» che è seguita all´annuncio non se l´aspettava nessuno, nemmeno quelli della Fourth Estate, la casa editrice (che hanno gridato a gran voce che era «inevitabile»). Vedi, il tempo è andato avanti, in Occidente, dal 1989 a oggi. In Iran e in Pakistan, il tempo si muove più lentamente. E non serve che te lo dica, Yasmin, l´orologio islamico ha qualcosa che non va.

Fai torto alla tua intelligenza quando scrivi che l´ateismo è un´altra forma di fanatismo. È un concetto che non sta in piedi, da un punto di vista filosofico. Aderire, per quanto con moderazione, a un libro sacro che raccomanda (per fare un esempio) di uccidere gli apostati e picchiare le donne (se sospettate di disobbedienza) comporta determinate conseguenze. Mentre dall´ateismo non consegue niente. Con l´ateismo, non c´è nessun "e poi?".
Domani pomeriggio vado a Cheltenham. E spero di vederti al bar. I miei migliori auguri a te a tuo marito.
Martin

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