SIAM TUTTI ARABOFONI… E GLI ARABI PARLANO COME NOI
Giovedì, Dicembre 18th, 2008 | Senza categoria
Leila aveva ancora la cuffia in testa, quando si buttò sul materasso ricamando col pensiero sulla figura meschina che il suo ragazzo le aveva fatto fare… Era stata ai grandi magazzini, per comprare una risma di carta a quadretti, utile per gli esercizi di algebra. Quel mammalucco le aveva detto che ne avrebbe trovata a tariffe ridotte: “Un taccuino dal cartolaio ti costerebbe una cifra, ma se fai bene i conti un foglio di quella risma viene quasi zero.” C’era andata di corsa, in carovana con le sue amiche, guadando la folla di quel sabato pomeriggio, torrido per il vento di scirocco. Avevano girato dappertutto, un vero safari tra i reparti, ma non avevano trovato che almanacchi alla rinfusa in un bailamme da bazar. Le aveva dato per l’ennesima volta un’indicazione sbagliata, che fardello sopportare i suoi scherzi! Con lei era sempre uno zucchero, come un alfiere che la scortava fin nei posti più remoti: baite in montagna, darsene sul lungomare… ma le sue amiche proprio non le sopportava: “Carciofi che si scambiano salamelecchi sul sofà” le definiva grattandosi la nuca e facendo lo sguardo d’assassino. Bisognava sempre dare la tara a quel che diceva, e ne diceva a bizzeffe. Era proprio un fanfarone, quando non esagerava e faceva macabri scherzi di cattivo gusto. La razzia di carta nuova di zecca l’aveva fatta chissà dove, e che venisse dai grandi magazzini loro l’erano bevuta come un sorbetto! Ancora una volta le aveva battute con uno scaccomatto.
In questo surreale racconto, quante parole di origine orientale ci sono? Una decina? Una ventina? Chi direbbe che ce ne sono ben 40?
Alfiere, dall’arabo al-fàris = “cavaliere”
Algebra, dall’arabo al-jabr, ricorrente nel titolo di un’opera del matematico al-Khwàrizmi (dal cui nome deriva ‘algoritmo’)
Almanacchi dall’arabo al-manàkh = clima
Assassino dall’arabo hashshàshi = fumatore di hashish
Bailamme, dal turco Bayram, festa di fine Ramadan
Baite, dall’arabo al-bayt = ‘la casa’
Bazar, dal persiano = mercato
Bizzeffe, dall’arabo bi-l-ziyàda = a volontà
Carciofi = dall’arabo al-kharshùf
Carovana, dall’arabo karwàn
Cifra, dall’arabo sifr = zero
Cuffia, dall’arabo al-kùfiyya, copricapo tipico della città di Kufa in Iraq
Darsene, dall’arabo dàr al-sina’a = casa dell’industria
Fardello, dall’arabo fardiyya, precetto religioso
Fanfarone, dall’arabo fanfara = chiacchierare, palare a vuoto
Guadando, dall’arabo wàdi, corso d’acqua
Leila, nome femminile arabo che significa ‘notte’
Macabri, dall’arabo maqàbir = tombe
Magazzini, dall’arabo makhàzin, deposito
Mammalucco, dall’arabo mamlùk, nome di una dinastia che deriva dal termine ‘schiavo’
Materasso, dall’arabo matrah, cosa gettata in terra
Meschina, dall’arabo miskìn = povero
Nuca, dall’arabo nùqra = bico occipitale
Ragazzo, dall’arabo raqqàs = lett. Ballerino, usato per i garzoni e i camerieri
Razzia, dall’arabo al-ghàzia = spedizione dei predoni
Ricamando, dall’arabo raqm = disegno
Risma, dall’arabo rizma = pacco
Safari, dall’arabo safar = viaggio
Salamelecchi = dal saluto islamico al-salàm ‘alaykum = pace su di voi
Scacco matto = dal persiano-arabo shàh màt = il re è morto
Scirocco, dall’arabo sharqi = (vento) orientale
Sofà, dall’arabo suffa = cuscino
Sorbetto, dall’arabo sharìb = bevanda
Taccuino, dall’arabo taqwìm = calendario
Tara, dall’arabo tarh = sottrazione
Tariffe, dall’arabo ta’rifa = somma determinata
Zecca, dall’abo sikka = conio
Zero, dall’arabo sifr = zero
Zucchero, dall’arabo sukkar
Soprattutto in epoca moderna, sono state molte anche le parole europee entrate a far parte del vocabolario arabo. Eccone una trentina:
bâbûr ( dal fr. vapeur)
bakâlûryâ (dal fr. baccalauréat)
bank (dall’it. banca)
bârâshûtîst (dal fr. parachutiste)
bitrûl (dal fr. pétrole)
brins (dal fr. prince)
buhîmîyya (dal fr. bohême)
bulîs (dal fr. police)
burjuwâziyya (dal fr. bourgeoisie)
dîmûqrâtîyâ (dal fr. démocratie)
duktûra (dal fr. doctorat)
faylasûf (dal gr. philosphos)
faytâmîn (dall’ingl. vitamine)
fîlm (dall’ingl. film)
ghazîta ( dall’it. gazzetta)
haydrûjîn (dall ingl. hidrogene)
îryâl (dall’ingl. aerial)
jandarma (dal fr. gendarme)
jughrâfyâ (dal gr. geographya)
jurnâl (dal fr. journal)
kâtîdrâ’iyya (dall’it. cattedrale)
kumbyûter ( dall’ingl. computer).
majistîr (dal fr. majistère)
maykrûfûn (dall’ingl. microphone)
nâmûs(dal gr. nomos)
qânûn (dal gr. kanon)
rûmântîzm (dal fr. romantisme)
saykûlûjyâ (dall’ingl psychology)
sirât (dal tardo lat. strata)
tarabeza (egiz. dialettale dal gr. trapeza = tavolo)
da P. Branca, A. Cuciniello, Destini incrociati. Europa e Islam, Fond. Achille e Giulia Boroli, Novara 2007