Lettera aperta al ministro degli Affari Esteri sull’assassinio di Giulio Regeni

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Venezia, Firenze, Perugia, Macerata, Dublin, Sydney

10 Febbraio 2016

 

Alla cortese attenzione del Ministro degli Affari Esteri, On. Paolo Gentiloni,

E p.c. all’Ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto a Roma, Sua Eccellenza Amr Helmy

 

Egregio Ministro,

La Società per gli Studi sul Medio Oriente (SeSaMO), in seguito all’assassinio del dottorando italiano Giulio Regeni, iscritto alla Cambridge University, visiting scholar presso l’American University del Cairo, formula questa lettera aperta indirizzandola alle autorità italiane, per chiedere in primo luogo che si pretenda dal governo egiziano un’inchiesta trasparente

Fondata nel 1995, SeSaMO è una società di studi italiana che ha tra le proprie finalità quella di promuovere la conoscenza della storia, delle politiche, delle culture e delle relazioni internazionali in ambito mediterraneo e nord africano.

Molti dei nostri soci sono professori, ricercatori e dottorandi che risiedono stabilmente o per lunghi periodi in Egitto, al fine di perseguire studi sul campo. I nostri soci hanno intessuto contatti con il mondo dell’associazionismo e con l’attivismo civico egiziano, coltivando, proprio come Giulio, rapporti di natura sia professionale che personale con la società civile estesa egiziana.

Per quanto le circostanze tragiche che hanno portato all’assassinio di Giulio Regeni restino ancora da chiarire, questo assassinio avviene in un contesto di repressione generale della cittadinanza. La Egyptian Commission for Rights and Freedom (ECRF), solo per citare una tra le tante organizzazioni egiziane e internazionali che hanno denunciato il fenomeno, ha documentato 340 casi di sparizioni solo tra Agosto e Novembre 2015. Alcuni desaparecidos sono stati trovati nelle prigioni governative, altri sono stati trovati morti, di alcuni non si hanno tracce dal giorno della sparizione. Tale politica repressiva non risparmia gli espatriati, gli accademici, gli studenti stranieri.

Negli ultimi anni l’Egitto ha attratto molti studiosi, giornalisti, artisti, operatori in svariati settori economici e degli aiuti allo sviluppo, che vanno a formare una comunità in piena continuità con la presenza storica degli italiani sul territorio egiziano. A partire dall’inizio del diciannovesimo secolo, la comunità italiana in Egitto ha enormemente contribuito allo scambio culturale, economico ed umano tra le due sponde del Mediterraneo.

Giulio era un membro di questa comunità. Uno studioso promettente, e di cui gli amici ricordano la spiccata umanità.

Sentiamo pertanto sia nostro dovere nei confronti delle autorità italiane:

  • Chiedere verità e trasparenza sull’assassinio del nostro collega;
  • Chiedere che si vigili e si operi a livello istituzionale affinché siano assicurate il più possibile la sicurezza e la libertà dei nostri connazionali che a vario titolo operano in Egitto e negli altri Paesi dell’area;
  • Denunciare le violazioni sistematiche della libertà accademica e della libertà di espressione in Egitto così come ogni forma d’ingerenza da parte degli organi dello Stato nella sfera della didattica, della ricerca scientifica, della vita universitaria;
  • Chiedere che la tutela dei diritti umani sia posta quale parte integrante delle relazioni bilaterali tra Italia ed Egitto.

Come ricercatori italiani possiamo astenerci dal lavorare in Egitto, ma come cittadini di un mondo interconnesso non possiamo ignorare il rischio che i nostri colleghi corrono ogni giorno nell’esercizio del loro lavoro. Nessuno di noi può sentirsi sicuro in un contesto in cui l’ambiguità circondi il rapimento, la tortura e l’assassinio di un giovane studioso.

 

Il Presidente ed il Direttivo di SeSaMO

Professor Matteo Legrenzi, Università Ca’ Foscari di Venezia

Dr Giorgio Musso, Università per Stranieri di  Perugia

Dr Maria Elena Paniconi, Università di Macerata

Dr Paola Rivetti, Dublin City University

Dr Lucia Sorbera, The University of Sydney

Prof. Alberto Tonini, Università di Firenze

 

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